cronaca

Lanciata la corsa all’acquisto che cosa pensate? Che tutti stiano chiusi in casa?
1 minuto e 48 secondi di lettura
 La cronaca è semplice e lineare. Il governo lancia in pompa magna il cosiddetto cashback, incitamento alla spesa, al consumo, al correre quanto prima con le carte di credito e i bancomat in mano a acquistare nei negozi, possibilmente e giustamente quelli sotto casa. Ripeto: giusto pagare con carta per evitare evasioni. Giusto tentare di vivacizzare gli acquisti in un anno catastrofico per il commercio piccolo. Giusto dare ossigeno alle piccole imprese famigliari.

Che cosa faccio allora dopo che ho ricevuto questo invito pressante? Da buon cittadino, attento al rispetto assoluto delle regole (mascherine sempre, gel disgustosi, distanziamento, parenti addio), raggiungo una via dello shopping. Il mio banale ragionamento posso moltiplicarlo per alcune di migliaia di cittadini che rispettano le regole. Il risultato così normale da essere sciocco è che le vie dello shopping si riempiono, s’affollano. Il giorno dopo le autorità si indignano per i vergognosi assembramenti. Si indignano tutti, dai viro-showmen ai conduttori di Covid-talk. E vabbé, fin qui poco male. 

Il colmo dell’ipocrisia è che si indignino i ministri. Ma come? Lanciata la corsa all’acquisto che cosa pensate? Che tutti stiano chiusi in casa? Personalmente, verificato l’assembramento nella via dello shopping, ho fatto marcia indietro e magari, forse, tornerò in un giorno ferialissimo. Essendo un anziano (non totalmente improduttivo) ma che non ha obbligo di andare e venire da un ufficio o una fabbrica a ore precise della giornata, potrò uscire in altre ore, quando generalmente chi lavora lavora e non va in giro a fare acquisti e a assembrare l’assembrabile urbano.

Dunque se volete che gli italiani si lancino nel cashback assembramento free dotateli di una segnalazione acustica, sul cellulare come le allerte meteo, rossa, arancione, gialla, che avvisi per tempo che via XX Settembre o via San Vincenzo sono a tappo! Altrimenti è il massimo dell’ipocrisia. O sennò facciamo quello che suggeriva il governatore Toti: anziani a casa nelle ore in cui chi va avanti e indietro per lavoro ha lo spazio da dedicare agli acquisti. E non lamentiamoci poi di avere perduto la libertà.