cronaca

L'affondo dell'infettivologo del Policlinico San Martino
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"I decessi sono moltissimi, ma occorre dire che è un carico che ci portiamo da 3-4 settimane. Inoltre questo dato è relativo al picco di casi, circa 40mila, che abbiamo avuto. Se andiamo poi a vedere, circa il 5% di questi casi viene ricoverato (2mila persone circa), poi una percentuale di questi finisce in rianimazione. L'eta media dei decessi, da quello che posso vedere io in ospedale, è alta: siamo sugli 80 anni, e questi pazienti hanno anche altre patologie", spiega Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria commentando il record di decessi (993) registrato in un solo giorno in Italia. "Occorrerebbe però sapere di più: dove sono morte queste persone? In casa, in ospedale, nelle Rsa? Servirebbero dati più stratificati, capire quanti avevano la polmonite o altre manifestazioni cliniche da Sars CoV-2".

L'infettivologo genovese si focalizza poi sulla necessità di avere un numero maggiore di medici e sanitari a disposizione. "Ventiquattromila medici si sono laureati e hanno partecipato il 22 di settembre a un concorso per le scuole di specializzazione. A oggi a loro non è stata ancora comunicata la graduatoria, e questa è una cosa allucinante. Siamo in emergenza e abbiamo chiesto più specialisti per la rianimazione, per le malattie infettive e per la microbiologia e poi 13mila specializzandi sono bloccati dal ministro Manfredi. E' una presa in giro? Questi giovani medici devono sapere se hanno vinto una borsa di studio, devono sapere dove devono andare e quando devono iniziare", denuncia Bassetti.