cultura

Oggetto di una furia iconoclasta in questo 2020, ecco perché invece è un orgoglio tutto genovese
2 minuti e 44 secondi di lettura
Mai come in questo 2020 è importante ricordare la scoperta dell'America e Cristoforo Colombo. Ogni anno, in occasione della ricorrenza del 12 ottobre, ci si è a lungo interrogati su come interpretare questo anniversario, che per alcuni rappresenta soltanto stragi, saccheggi e l'inizio della schiavitù occidentale nel continente americano. E la colpa di chi è?

La colpa sembrerebbe essere tutta di quel navigatore genovese che in quel 12 ottobre 1492 metteva per la prima volta piede, a sua insaputa, in un nuovo continente. A distanza di oltre 500 anni, Colombo è stato bersaglio di critiche e accuse come pochi altri personaggi nella storia. Fino ad arrivare a questo 2020, dove, durante le proteste del movimento "Black lives matter", la sua figura è diventata bersaglio di una vera e propria furia iconoclasta.

Decapitato dai manifestanti a Boston e a Minneapolis, abbattuto con alcune corde a St. Paul o trascinato nel lago a Richmond: Colombo è diventato il responsabile di centinaia di anni di schiavitù e razzismo e sembra che soltanto cancellandone le tracce si possano esorcizzare. Per questo è iniziata anche l’opera di rimozione in alcune città americane, alcune persino gemellate con Genova come Baltimora, dove è stata rovesciata in mare dai manifestanti, mentre nel centro di città del Messico è stata rimossa dal suo piedistallo per “restauro”.

Ore calde per cui diverse città hanno cancellato il Columbus Day. Ma Cristoforo Colombo altri non è che un figlio del suo tempo, un esploratore che inconsapevolmente ha compiuto una delle più grandi rivoluzioni culturali, storiche e scientifiche di sempre. Con la scoperta de “l’altro”, la scienza, la letteratura e la scienza hanno messo in discussione l’ipse dixit e tutti i canoni su cui si erano sempre basate per progredire notevolmente. E certamente ci sono stati massacri, razzie, colonialismo, genocidio dei nativi americani e schiavitù nera. Non è certo prendendosela con Colombo che si possa cambiare le ingiustizie della storia o del presente. Altrimenti anche i principali monumenti italiani e non solo potrebbero essere presi d’assalto da questa damnatio memoriae in quanto “simboli” di violenze del passato, a partire dallo stesso Colosseo a Roma.

Invece Colombo va ricordato in quanto orgoglio italiano e genovese e va ricordato anche dalla storia americana. Lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, lo ha ricordato oggi, riconoscendolo come colui che “ha aperto un nuovo capitolo della storia mondiale ed il permanente significato della sua azione per l'emisfero occidentale". E proprio durante i Rolli Days di Genova si è voluta lanciare la “contro” iniziativa #SelfieconColombo: a Palazzo Lomellino i visitatori hanno potuto scattare una foto assieme al quadro del Ghirlandaio che più rappresenta nel mondo il navigatore, di certo molto più di tutte le immagini che sono girate in questi ultimi mesi di statue deturpate.

Colombo, che nel 1992 era stato celebrato a Genova con l’Expo dedicata e nella cui occasione era nata Terrazza Colombo, oggi più che mai deve essere ricordato come colui che ha scoperto il Nuovo Mondo, come esempio di determinazione e di coraggio, che, come scritto dal governatore Giovanni Toti su Facebook, "ha saputo superare ogni ostacolo in mare e sulla terra ferma".