Undici anni di carcere. Questa la condanna a Giacinto Pino, il 'boss di Soziglia' già coinvolto nell'inchiesta che aveva portato in carcere la banda di Marietto Rossi. Pino, nonostante fosse in semilibertà, di giorno organizzava un traffico di hashish per lo spaccio nei vicoli. A fermarlo un anno fa erano stati i carabinieri del nucleo investigativo di Genova, coordinati dal sostituto procuratore della Dda Federico Manotti. Oltre a lui era finito in manette Andrea Faragli, il 'broker' che aveva organizzato l'arrivo di 30 chili di droga da Milano a Genova. L'hashish era stato trasportato da un corriere che quel giorno era stato arrestato in flagranza. Il boss, come lui stesso si definisce in un libro che aveva scritto in carcere, nel 1994 era stato arrestato per traffico di droga tra Turchia, Lombardia e Liguria nell'operazione 'Eraclito', in cui erano coinvolte 56 persone tra cui i fratelli Salvatore e Gaetano Fiandaca, affiliati alla famiglia Madonia di Caltanissetta.
Il suo nome era tornato alla ribalta per l'omicidio del corriere Giovanni Lombardi, freddato da Marietto Rossi e i suoi complici. Lombardi era uomo di fiducia di Pino e stava consegnando due chili di droga alla banda. Per quella vicenda Rossi è stato condannato in via definitiva all'ergastolo, mentre Pino era stato condannato a quattro anni e quattro mesi per traffico di droga.
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