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Il presidente è atteso da numerose scadenze giudiziarie mentre attorno alla società c'è fermento
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Sebbene atteso da un autunno caldo, con numerose scadenze giudiziarie ad attenderlo, Massimo Ferrero sta facendo di tutto per proseguire la sua esperienza alla guida della Sampdoria, ricevuta in dote nel giugno del 2014 dalla famiglia Garrone. Il presidente, tra prestito dello Stato, plusvalenze di mercato, tagli degli stipendi, anticipi dei ricavi televisivi, è sicuro di essere in grado di andare avanti e si accinge ad affrontare la sua settima stagione in serie A respingendo qualunque interessamento nei confronti della società blucerchiata.


L'11 settembre il Gup di Roma dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio a carico di Ferrero, accusato di appropriazione indebita, autoriciclaggio e utilizzo di fattura false. Il cosiddetto caso Obiang, per il quale lo scorso dicembre il presidente della Sampdoria aveva patteggiato una pena in sede sportiva. Contestualmente il Gup emetterà, salvo un ulteriore rinvio, la sentenza a carico della figlia, Vanessa Ferrero, del nipote Giorgio e di Andrea Diamanti e Marco Valerio Guercini. Le richieste del Pm sono le seguenti: due anni e quattro mesi di carcere per Vanessa Ferrero, un anno per Andrea Diamanti, otto mesi per il nipote Giorgio e per Guercini.


Inoltre, il 22 novembre il Tribunale fallimentare di Roma deciderà in merito alla richiesta di concordati preventivi per le aziende di Ferrero, Eleven Finance e Farvem Estate, in crisi finanziaria. Una situazione fluida, in evoluzione, che tuttavia non ha fermato i "movimenti" attorno alla Sampdoria, la cui proprietà, vale la pena ribadirlo, è della famiglia Ferrero attraverso la capogruppo Holding Max.


Domani, per esempio, a Forte dei Marmi, in Toscana, è annunciato un incontro tra Edoardo Garrone (che nella trattativa Vialli/americani aveva svolto, invano, il ruolo di "facilitatore" oltre che di cofinanziatore) e Andrea Della Valle, ex presidente della Fiorentina, di cui era proprietario insieme con il fratello Diego. La famiglia Della Valle, leader nel settore calzaturiero ed impegnata imprenditorialmente anche nel settore trasporti, vanta una consolidata conoscenza ed amicizia con i Garrone.


Per questo, dopo la cessione della Fiorentina a Rocco Commisso, Edoardo aveva sondato il terreno anche con loro per favorire un eventuale passaggio di proprietà della Sampdoria, qualora Ferrero avesse scelto di vendere il club. Il primo riscontro era stato tiepido ma i contatti in questa direzione non si sono mai interrotti ed il ritorno a Genova di Alberto Marangon (ex responsabile della comunicazione della Sampdoria con i Garrone e team manager della Viola proprio durante la gestione Della Valle) è stato interpretato da qualcuno dell'ambiente come un segnale dell'avvicinamento dei Della Valle alla Sampdoria.


Va sottolineato che da un lato la famiglia Della Valle ha sempre negato la volontà di rientrare nel calcio e di recente, proprio a Primocanale, Garrone ha fatto sapere di non essere più in campo nemmeno come mediatore per la potenziale cessione della Sampdoria. Ma domani ci sarà questo incontro a Forte dei Marmi e tra gli argomenti non è escluso che rientri di nuovo anche la Sampdoria.


Peraltro, Ferrero sinora ha sempre (coerentemente) confermato di non voler vendere la Sampdoria: quasi cinque anni fa aveva respinto un concreto interessamento di Gabriele Volpi (patron dello Spezia) e Flavio Briatore, poi il naufragio dell'operazione Vialli/americani, quindi porte chiuse anche a Rahhal Boulgoute, imprenditore marocchino, a capo del colosso Marita (attivo  nel settore medico ed immobiliare), che sta tentando di entrare nel calcio italiano, tanto da avere trattato anche il Genoa (è stato l'ex ds Stefano Capozucca a presentarlo ad Enrico Preziosi). Stessa sorte, peraltro, era capitata al patron di Segafredo, Massimo Zanetti, anche lui sollecitato a suo tempo da Garrone.


Insomma, se attorno alla Sampdoria continua ad esserci fermento, la situazione resta in fase di stallo, non si sblocca, proprio perché Ferrero, nonostante le oggettive ed innegabili difficoltà (anche di mercato), è convinto di farcela ancora una volta con le proprie "forze" e con il supporto degli uomini di cui si fida in questa fase, su tutti il commercialista veneziano Gianluca Vidal, autentico ispiratore delle ultime manovre ferreriane di sopravvivenza.