porti e logistica

I collegamenti con la Sardegna attivi solo per Tirrenia
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“Forse non sapevano che in Sardegna operano anche altri traghetti”: l’affermazione è così grossa che la lasciamo volutamente anonima ma apre uno squarcio inquietante sull’operatività del ministero dei Trasporti che, ieri sera, ha stabilito di consentire l’approdo ai porti sardi ai soli traghetti Tirrenia, cioè quelli che hanno con lo Stato l’accordo di ‘continuità territoriale’.

Una decisione che, per i tempi in cui è maturata, rischia di essere una bomba per i porti che collegano il continente all’isola, tra questi anche Genova, che potrebbero ritrovarsi con centinaia di partenti, regolarmente prenotati, impossibilitati a imbarcarsi.

Ma veramente al Mit non sapevano che sulla Sardegna operano anche altri vettori? Non hanno mai sentito parlare di Gnv, Moby e Sardinia Ferries? E se sapevano (ci mancherebbe altro...) perché non hanno anticipato il decreto di qualche giorno, così da permettere alle aziende di avvisare i passeggeri che i loro traghetti non avrebbero viaggiato?

E invece i ministri De Micheli e Speranza, totalmente insensibili alle legittime necessità dei loro connazionali, hanno atteso fino alla serata di ieri per porre la loro firma su un decreto che blocca l’operatività di moltissimi traghetti. Con conseguenze facilmente immaginabili.

La decisione è evidentemente un regalo al governatore della Sardegna Solinas che aveva chiesto procedure molto rigide per ammettere turisti nella propria regione: il presidente sardo era arrivato a chiedere una ‘patente di immunità’, proposta che il governo ha seccamente respinto salvo poi, con tempistiche assurde, scelto una linea accomodante nella riattivazione dei collegamenti.

Il decreto di ieri sera dispone che il resto dei collegamenti verso l’isola sarà riattivato a partire dal 13 giugno: tutti coloro che, confidando nella riapertura sbandierata per giorni, avessero prenotato una vacanza prima di quella data rischiano di restare cornuti e mazziati. I viaggi, infatti, saranno cancellati ‘per decreto’ e quindi le compagnie di navigazione non saranno tenute a nessun rimborso.