Sullo sfondo delle laboriose trattative per la ripartenza del campionato, è in pieno corso di svolgimento la contesa tra la Lega di Serie A e le emittenti a pagamento per l'esecuzione del contratto in corso.Le tv sostengono di meritare uno sconto perché le partite non si giocano dall'8 marzo, riducendo da 250 a 120 milioni la somma pattuita in caso di ripresa e cancellandola del tutto qualora il campionato venisse definitivamente chiuso. Di contro, i club esigono il pagamento della terza e ultima rata prevista nell'accordo, 255 milioni da redistribuire su base individuale.
In assemblea di Lega, 18 club su 20 hanno votato per promuovere un'azione legale immediata contro Sky, Dazn e Img. La mozione recita: "La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo". Secondo gli avvocati interpellati dalla Lega, il contratto non prevede la risoluzione per cause di forza maggiore e oltretutto - salvo impedimenti - si riprenderà a giocare il 13 giugno, quindi le emittenti dovranno pagare il dovuto.
La trattativa verrà condotta da Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega. Ma i presidenti e i plenipotenziari di alcune società, tra cui le tre grandi potenze, sono disposte a negoziare con ampi margini: in prima fila tra i trattativisti ci sono l'ex Sampdoria Beppe Marotta, oggi all'Inter, il presidente del Milan Paolo Scaroni e il presidente della Juventus Andrea Agnelli, che ha costituito una mini-cordata con Sassuolo, Bologna e Parma. Dei tre, naturalmente, il più esperto di cose di calcio è Marotta, sulla breccia da quasi quarant'anni da quando a Varese imparava il mestiere da Mario Colantuoni. Sul fronte opposto, il fautore della linea durissima è Aurelio de Laurentiis. Lo scenario è in piena evoluzione e nessuno sviluppo può essere escluso.
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