Il coronavirus ce l’abbiamo, il terremoto (più o meno) pure: cosa manca alla completa stimolazione del nostro sistema nervoso? Gli alieni, si dirà. E qualcuno, oggi, potrebbe persino dire di aver visto pure loro. Cos’era quel disco volante che circondava il sole attorno all’ora di pranzo? Una gigantesca astronave venusiana pronta alla conquista del pianeta stava atterrando su Genova? Proprio adesso?
Prima che le pattuglie della polizia locale potessero mettersi all’inseguimento degli alieni per pretendere, come Dpcm comanda, la legittima autocertificazione, il mistero che ha tenuto con il naso in su mezza città è stato svelato. Niente omini verdi ma un semplice, per quanto spettacolare, effetto ottico provocato dalla natura.
Gli esperti di Limet ci danno persino il nome, “Alone 22°”, legato alla rifrazione della luce mentre attraversa cristalli di ghiaccio esagonali sospesi nell’aria. Se la spiegazione fosse l’invasione aliena sarebbe stata più facile da capire.
In pratica, per dirla in parole povere, è una specie di strano e raro arcobaleno provocato da nuvole molto alte (tra i sei e i dodicimila metri) che contengono al loro interno milioni di cristalli di ghiaccio: “Poiché – spiegano da Limet - alcuni dei cristalli risultano allineati perpendicolarmente alla luce osservata da uno specifico punto geografico, la luce produce nel cielo il cerchio illuminato di 22°”.
Effetto bello e raro ma naturale e non completamente inedito: complottisti d’ogni dove, quindi, state buoni. Non è la fine del mondo, è solo il nostro mondo che non smette mai di sorprenderci.
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