Cronaca
PARTE IL PIANO REGOLATORE SOCIALE A GENOVA
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Genova città delle persone, dello sviluppo compatibile, attenta alle esigenze dei bambini e degli anziani e pronta a migliorare la suo offerta di servizi per tutte le fasce di popolazione. Sono le 185 pagine del piano regolatore sociale, documento programmatico che detta le linee guida: scuole, assistenza alla terza età, sostegno alle fasce deboli, rilancio della politica della casa, integrazione degli immigrati e politiche occupazionali per i giovani. Una dichiarazione di coesione e inclusione sociale - ha sottolineato l'assessore Paolo Veardo - che supera la divisione fra agio e disagio per tracciare un disegno più armonico di ben-essere per tutti i cittadini, partendo da chi ha più bisogno, ma non fermandosi a quello. Il piano regolatore sociale ha incontrato il plauso dell'arcivescovo di Genova, cardinale Tarcisio Bertone: Genova sta diventando un grande laboratorio di proiezione verso il futuro, anche grazie a questo piano regolatore che tiene conto della formazione, della famiglia, della terza età e della cultura del lavoro. La Chiesa dà la sua piena disponibilità a collaborare in tutti questi settori. Il piano, come spiegato dall'assessore Veardo, viaggia su sei gambe che gli danno forza: l'ascolto dei cittadini, la partecipazione della società civile e della comunità economica, l'alleanza con le altre istituzioni, il lavoro della macchina amministrativa, la gestione politica e il decentramento. Dodici invece gli obiettivi e i progetti pilota: casa e domiciliarità, convenzioni con strutture private, cultura, immigrazione, vivibilità, sicurezza, giovani, anziani e regolarizzazione del lavoro di chi li assiste, settore socio-sanitari, lavoro , collaborazione con le circoscrizioni, infanzia e adolescenza.
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