cronaca

Gli investigatori spagnoli avevano archiviato la morte come suicidio
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I genitori di Martina Rossi, la studentessa genovese di 20 anni che precipitò dal balcone di una camera di albergo a Palma di Maiorca il 3 agosto 2011, incontrano domani (23 gennaio) il ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Bruno Rossi e Franca Murialdo hanno scritto al Guardasigilli lo scorso 14 gennaio chiedendo di poter essere ricevuti per informarlo della vicenda giudiziaria.

Per la morte di Martina sono a processo
, davanti alla corte di appello di Firenze, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, condannati ciascuno a 6 anni in primo grado dal tribunale di Arezzo il 14 dicembre 2018. Lo scorso novembre i giudici di secondo grado avevano gia' dichiarato prescritto il reato di morte come conseguenza di altro reato ed era rimasta in piedi la sola accusa di tentata violenza sessuale di gruppo, che però si prescriverà nel 2021.

I giudici di appello avevano rinviato il processo a settembre di questo anno, a causa di una carenza di organico negli uffici giudiziari. Alcuni giorni dopo era stata anticipata l'udienza al 10 febbraio. A Genova, invece, è pendente il processo per falsa testimonianza a carico dei compagni di stanza dei due imputati. Secondo l'accusa, Martina precipitò dal balcone mentre cercava di fuggire da un loro tentativo di violenza sessuale. Gli investigatori spagnoli avevano archiviato la morte come suicidio, ma la tenacia dei genitori della studentessa aveva portato la procura di Genova a riaprire il caso. I due amici erano stati ascoltati con una intercettazione ambientale nella sala d'aspetto degli uffici giudiziari, mentre parlavano tra loro di stupro.