"Come sindaco e come donna non posso e non voglio far finta che le prostitute bambine non mi riguardano e credo fondamentale rompere la catena che esiste tra sfruttatori, vittime e clienti anche attraverso l'individuazione di chi usufruisce consapevolmente delle prestazioni di donne minorenni". Lo afferma il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, in una dichiarazione di risposta ad una lettera del candidato a sindaco del centrodestra, Enrico Musso, che rivendicava la primogenitura della proposta di regolamentazione della prostituzione. "Per quanto riguarda la prostituzione, sindaco e giunta -sottolinea Marta Vincenzi- non affrontano il problema esclusivamente in termini di legalità e sicurezza dei cittadini, elementi che richiedono ben altro tipo di azioni: ne discuteremo entro breve tenendo però conto che la repressione della prostituzione è un problema che necessita di un dibattito nazionale e, per quel che mi riguarda, anche di una discussione con i genovesi. Credo che né gli uomini né le donne della mia città possano convivere con le prostitute minorenni costrette a vendere il proprio corpo da un racket che spesso infierisce su di loro con crudeltà inaudite". "L'attenzione della Civica Amministrazione - afferma il sindaco - è concentrata sulla presenza di cittadine romene dedite alla prostituzione, fenomeno dilagante in questo momento anche in conseguenza dell'ingresso della Romania nell'Unione Europea. Il comune ha infatti attivato il Tavolo della Sicurezza, con l'obiettivo di salvaguardare la dignità delle giovani donne ridotte in schiavitù. Questi interventi non hanno nulla a che vedere con il decoro urbano citato da Musso, ma piuttosto con la sicurezza di tutti coloro che vivono e lavorano nella nostra città, comprese le prostitute naturalmente". (Ansa)
Cronaca
VINCENZI: "ROMPERE CATENA PROSTITUZIONE"
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