Politica

2 minuti e 2 secondi di lettura

Mentre la politica a sinistra sta discutendo su come far nascere il partito democratico e a destra su come non buttare al vento i voti che hanno raccolto alle elezioni comunali Enrico Musso, Renata Oliveri e Sandro Biasotti, a pochi metri dalla stazione Brignole, nella sede dell’associazione industriali di Genova, comincia il conto alla rovescia sul futuro presidente. Chi prenderà il posto oggi presidiato dall’industriale dei cantieri Marco Bisagno? La procedura è complessa, ma quello che interessa a noi cittadini comuni sono i nomi. Chi diventerà capo degli industriali di Genova avrà logicamente molto potere sulle scelte della città e non soltanto in campo industriale. Un po’ di storia. Dopo la presidenza del petroliere Riccardo Garrone, una presidenza decisamente forte è venuta l’epoca più politica di Stefano Zara, fedelissimo di Garrone, uomo di vasta cultura anche se non vero industriale. Come è noto Zara, legatissimo al presidente nazionale Montezemolo, ha lasciato per candidarsi clamorosamente nel collegio 10 di Albaro con il centro sinistra. E capo degli industriali è stato scelto Marco Bisagno guida dei cantieri di riparazioni navali Mariotti. L’epoca di Bisagno ha segnato forti contrasti soprattutto tra il presidente e Giovanni Novi, presidente dell’autorità portuale. Dalla sede di Confindustria non si fanno sfuggire nomi di possibili successori. Ma i "rumors", come sempre, ci sono e offrono due personaggi di altissimo livello. Un candidato potrebbe essere Edoardo Garrone, diretto successore con il fratello Alessandro alla Erg, l’altro l’ingegnere Remo Pertica, personaggio di spicco di Finmeccanica. Si giocherebbe, così, ad alto livello, ma bisogna capire come si strutturano le possibili correnti che andrebbero a spingere l’uno o l’atro sempre che Garrone e Pertica fossero i candidati. E’ evidente che la nuova presidenza comporterebbe notevoli cambiamenti nella struttura dell’associazione. Per esempio che cosa ne sarà del numero due operativo e cioè del direttore generale. Oggi è Paolo Corradi, un tempo, negli anni d’oro dell’associazione genovese fu Peppino Manzitti. Chi potrebbe essere il nuovo direttore. Evidentemente una persona che condivide la strategia del nuovo presidente. Fra poche settimane dunque i tre saggi che di diritto sono i tre ultimi presidenti (quindi Zara, Garrone e Attanasio) cominceranno i sondaggi. E allora al di là di queste prime voci verranno le conferme o le smentite. (Mario Paternostro)