Sono circa una ventina i resti della demolizione del ponte Morandi avvenuta il 28 giugno che periti e consulenti hanno catalogato come utili per le indagini. Si tratta in particolare degli attacchi in alto e in basso della pila 10. I reperti erano stati colorati in precedenza per poter ricondurli alla loro collocazione prima della demolizione. I resti verranno poi sezionati e tagliati in modo da renderli più piccoli e poter conservarli dentro l'hangar. Le operazioni sono iniziate stamani e andranno avanti nei prossimi giorni in stretta collaborazione con il team di demolitori. Non è escluso che, come per i reperti della pila 9, i resti sequestrati verranno inviati al laboratorio svizzero per farli analizzare. Secondo quanto era emerso dall'inchiesta, infatti, la pila dieci era più ammalorata della 9, quella poi crollata. Entrambe avrebbero dovuto essere rinforzate con il retrofitting il cui progetto venne approvato solo nel giugno 2018, anche se di quel rinforzo si iniziò a parlare già nel 2015.
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