Stato di dissesto per il comune di Lavagna. La Corte dei Conti, nelle sezioni riunite di Roma, ha respinto il ricorso dell'ente relativo al piano di riequilibrio per far fronte all'indebitamento pregresso, bocciato in primo grado dal tribunale di Genova. Le sezioni riunite della Corte dei Conti hanno seguito la stessa linea. La Corte dei conti ha stimato in 11 milioni il dissesto finanziario, segnalando un malcostume a partire dagli anni 2000. Adesso la stessa Corte dei Conti nominerà una commissione che amministri la gestione di tutto il debito pregresso, prevedendo vendita di patrimonio e riduzione del personale ma anche mantenendo, obbligatoriamente, le tasse al massimo per i cittadini. Nel frattempo al sindaco che verrà eletto il 26 maggio rimarrà l'amministrazione corrente. Il Comune sarebbe stato amministrato in modo 'allegro', dove si chiudeva un occhio su chi non pagava le tasse (rifiuti e imu) e per anni non sono state richieste, dove la pianta organica era superiore al dovuto di 40 unità, dove i contenziosi venivano gestiti con superficialità come se gli amministratori non dovessero mai ritrovarsi a risponderne, dove il ricorso all'indebitamento era fatto in modo spregiudicato. La Commissione che si era insediata in Comune nel 2017, dopo lo scioglimento dell'amministrazione per infiltrazioni mafiose a seguito di una inchiesta che portò all'arresto, fra gli altri, del sindaco Giuseppe Sanguineti e dell'ex parlamentare dell'Udc Gabriella Mondello.
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