cronaca

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Si chiamava Eros Cinti, aveva 42 anni ed era padre di due bambini di 6 e 11 anni. E' lui la vittima dell'incidente sul lavoro verificatosi questa mattina nello stabilimento Ansaldo di Genova. 

La tragedia si è verificata pochi minuti dopo le 8. Secondo quanto ricostuito Cinti sarebbe stato travolto da una cassa pesante alcune tonnellate caduta da una gru all’ingresso dello stabilimento. Sul posto immediato l'intervento del personale sanitario ma per l'operaio non c'è stato nulla da fare: è morto sul colpo. Cinti lavorava per una ditta esterna all'Ansaldo, la Geko e abitava a nel quartiere di Genova Pontedecimo.

Nello stabilimento al momento della tragedia si stava svolgendo un lavoro di movimentazione di un capello alternatore. A un certo punto il materiale sarebbe caduto travolgendo l'operaio. Sul posto sono immediatamente iniziate le indagini utili a far luce su quale sia stata l'esatta causa che ha provocato l'incidente. Tra le ipotesi al vaglio anche quella di una forte folata di vento che avrebbe fatto cadere il materiale sulla gru  o ancora un'imbragatura mal posizionata. Sarà la magistratura a fare chiarezza: il pubblico ministero Silvia Saracino, infatti, ha sequestrato la gru e i tre manufatti, aprendo un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Secondo una prima ricostruzione, i tre manufatti (coperture di impianti elettrici di acciaio) erano stati impilati l'uno sull'altro quando l'ultimo pezzo si è ribaltato cadendo addosso all'operaio.

Cordoglio per quanto succeso nello stabilimento arriva anche dal presidente della Regione Giovanni Toti e dalla sua giunta: "Siamo addolorati per quanto avvenuto questa mattina e ci stringiamo alla famiglia, agli amici e ai colleghi della vittima - afferma il governatore ligure - sono ancora troppe le morti bianche in Italia: la sicurezza sul lavoro è un tema ineludibile che deve essere al centro dell'agenda politica nazionale". 

Dopo questo ultimo caso di morte sul lavoro i sindacati e la Rsu hanno proclamato otto ore di sciopero immediato. Le ore trattenute saranno devolute ai familiari della vittima. 

"Sono passati pochi giorni dall’inizio dell’anno e dobbiamo fare già i conti con diversi incidenti sul lavoro. Le cause dell'incidente di oggi le accerterà la magistratura, ma nel 2019 non si può morire di lavoro. Dobbiamo riflettere sul perché bisogna pagare questo tributo" afferma Alessandro Vella, segretario Fim Cisl Liguria.

"L'incidente di oggi ripropone in modo drammatico la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ai familiari del giovane lavoratore facciamo le nostre più sentite condoglianze" spiega in una nota Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova.

"Che ci sia ancora un morto sul lavoro per noi è inaccettabile", afferma il segretario della Fiom Bruno Manganaro. "Il magistrato ci dirà cosa è successo, ma c'è un clima nel paese di assuefazione di fronte a queste morti mentre il numero di incidenti cresce".

La Fiom genovese domani insieme alla Filt Cgil (sindacato a cui era iscritta la vittima) ha proclamato un'ora di sciopero per tutte le ditte metalmeccaniche e della logistica: "Scioperiamo perché vogliamo ricordare un nostro compagno di lavoro e perché vogliamo che la politica, i governi, le istituzioni e le imprese sentano il nostro urlo di rabbia. Scioperiamo affinché non cali il silenzio sulle morti bianche e il lavoro sia dignità, qualità e futuro", dice Manganaro. Alla protesta di domani non hanno aderito Cisl e Uil.

Nel frattempo Ansaldo Energia, in accordo coi sindacati, comunica che "devolverà l'equivalente delle otto ore di sciopero ai figli e ai familiari di Eros Cinti". Si tratta di una prima iniziativa. Ansaldo, infatti, sta studiando altri modi per sostenere economicamente i due figli della vittima per il futuro.