"Noi siamo completamente fermi da quel maledetto 14 agosto. Chiediamo una cosa molto semplice: vogliamo un lavoro". Il crollo di ponte Morandi ha mandato in crisi le aziende del territorio situate nella zona rossa. A 'Genova nel cuore' la testimonianza di due dipendenti della ditta Lamparelli. Azienda che sta per mandare le lettere di licenziamento ai suo dipendenti. Impossibile andare avanti nel lavoro. "Subito dopo il crollo ci hanno rassicurato ma a due mesi di distanza in realtà non è successo nulla - raccontano ancora ai nostri microfoni -. Siamo a casa, con le nostre bollette e i nostri affitti da pagare. Così è veramente dura andare avanti".
Da ormai due mesi è impossibile lavorare. Una situazione comune per tutte le aziende colpite. E così senza sicurezze e rapidi interventi di sostegno economico molte rischiano di dover chiudere e spedire le lettere di licenziamento ai propri dipendenti.
"Siamo andati via che un lavoro ce lo avevamo. Non è solo un problema di cassa integrazione in deroga, all'inizio noi e tante altre piccole aziende sembrava non entrassimo nei requisiti. Poi l'amministrazione ci ha assicirato che tutto sarà regolare ma noi chiediamo semplicemente un lavoro".
L'idea di tarsferire l'attività in un'altra zona della città non è presa in considerazione: "Vorrebbe dire ricomciare da capo e investire cifre importanti tutto per ripartire da zero. Noi e tanti altri come noi non ci pensano nemmeno. Non sarebbe possibile economicamente".
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