È con emozione che il conducente dell’impresa edile Bruzzo Mignanego racconta quei momenti in cui, durante il crollo del viadotto autostradale Morandi, si è trovato esattamente sotto al ponte. “Sono miracolato, il vuoto d’aria mi ha salvato la vita: mi sono visto volare e sbattere contro un muro”. Il ricordo impresso negli occhi, un ricordo che lo accompagnerà per il resto della vita. Braccio e spalla ingessati, l’uomo è stato dimesso ieri: “Sono andato via perché c’era gente che stava peggio di me”. E così si è recato oggi al suo mezzo, accartocciato, dove ha potuto recuperare i suoi effetti personali.
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