Attivate, in questi primi giorni dell'anno, le camere iperbariche del Centro ospedaliero militare di Taranto e del Comando subacquei e incursori della Spezia per il trattamento di pazienti affetti da particolari patologie.
L'8 gennaio, alla Spezia, un'anziana affetta da sindrome algodistrofica è stata sottoposta ad un primo trattamento di ossigenoterapia iperbarica. "Questo tipo di trattamento serve non solo a scongiurare i rischi immediati derivanti da una intossicazione, ma anche ad evitare il pericolo di conseguenze neurologiche", spiega il capitano di vascello Fiorenzo Fracasso, capo del Servizio di medicina iperbarica. Gli impianti iperbarici della Marina militare risultano decisivi nella gestione di emergenze ed urgenze iperbariche di vario tipo: oltre agli incidenti subacquei da decompressione, le intossicazioni da monossido di carbonio, le ulcere cutanee, la sordità improvvisa, l'osteonecrosi asettica della testa del femore, le varie forme di gangrena, i gravi traumi da schiacciamento e le fratture a rischio.
L'8 gennaio, alla Spezia, un'anziana affetta da sindrome algodistrofica è stata sottoposta ad un primo trattamento di ossigenoterapia iperbarica. "Questo tipo di trattamento serve non solo a scongiurare i rischi immediati derivanti da una intossicazione, ma anche ad evitare il pericolo di conseguenze neurologiche", spiega il capitano di vascello Fiorenzo Fracasso, capo del Servizio di medicina iperbarica. Gli impianti iperbarici della Marina militare risultano decisivi nella gestione di emergenze ed urgenze iperbariche di vario tipo: oltre agli incidenti subacquei da decompressione, le intossicazioni da monossido di carbonio, le ulcere cutanee, la sordità improvvisa, l'osteonecrosi asettica della testa del femore, le varie forme di gangrena, i gravi traumi da schiacciamento e le fratture a rischio.
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