cronaca

L'ex presidente: "Tutelare gli investimenti fatti in questi anni"
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E' quasi un addio, non senza polemiche però. Dopo quasi 90 anni di storia infatti la storica società Asd Multedo 1930 rischia di chiudere definitivamente i battenti. La segnata nel calendario col cerchio rosso è il Il 31 dicembre, quando scadrà la concessione demaniale della società sportiva.


A denunciare la situazione è Caterina Medicina, ex presidente dell'Asd Multedo 1930 che sottolinea le conseguenze che la chiusura della società porterà con se: "Questa è un'altra problematica per un quartiere che ha sempre dato molto, in termini di sicurezza, vivibilità e integrazione".


Ennesima situazione che vede protagonista un quartiere che negli ultimi mesi è salito alla ribalta della cronaca per le vicende legate all'accoglienza di un gruppo di migranti nell'ex asilo Govone e che ha scatenato polemiche nella comunità.  


Dopo decenni di investimenti ora la concessione potrebbe passare a un'altra società: "L'Autorità portuale - prosegue Medicina - ha dato priorità a un nuovo progetto dimenticandosi però quanto fatto negli anni dai soci di questa società che hanno investito tempo e risorse nella realizzazione e nel costante miglioramento degli spazi dedicati allo sport ma non solo. Noi comunque faremo opposizione con l'obiettivo però di trovare una soluzione adeguata per tutti".



Dalle istituzioni era però già arrivato un suggerimento per permettere alla Asd Multedo 1930 e alla nuova società sportiva che beneficierà della futura concessione di trovare un accordo, ma è la stessa ex presidente a rimarcare come gli accordi trovati "non fossero equi". Da qui la richiesta alle istituzioni per un intervento capace di trovare una nuova soluzione.


"Noi abbiamo un progetto ma abbiamo necessità di trovare un finanziamento - precisa Medicina -. I 150 bambini che giornalmente frequentano i campi ora passeranno all'altra società ma per noi rappresentavano il futuro della Asd Multedo 1930".


Per salvaguardare la società davanti ai campi sono stati appesi striscioni in difesa della storica società dilettantistica. Una polisportiva che negli anni è stata capace di tirar fuori atleti di livello come Paola Cavallina che alle Olimpiadi di Atene del 2004 è arrivata in finale nei 200 metri delfino.