Un'operazione chirurgica durata ben otto ore e terminata poco prima di mezzanotte per salvare la gamba destra di Paolo Cò, 26 anni, il marittimo rimasto seriamente ferito nell'incidente avvenuto sabato nel golfo del Tigullio in cui ha perso la vita il collega Vincenzo Anselmi, di 54 anni. L'intervento chirurgico è stato effettuato dai medici del reparto di rianimazione dell'ospedale San Martino. Le condizioni di Cò sono ancora molto gravi e la prognosi è riservata. Sul fronte delle indagini il magistrato Marcello Maresca ha ascoltato gli investigatori della Capitaneria di Porto di Lavagna e Santa Margherita che hanno svolto gli accertamenti e interrogato i testimoni della tragedia. Gli inquirenti stanno tentando di ricostruire quanto accaduto nell'impianto di itticoltura nel mare davanti a Lavagna: i due dipendenti vittime dell'infortunio sul lavoro stavano lavorando a bordo di una motobarca per conto di Aqua. A provocare la morte di Anselmi e il ferimento di Cò è stato il cavo del verricello della gru utilizzata per sistemare le gabbie poste nei fondali dell'impianto. Il filo di acciaio ha stritolato Anselmi e ferito Cò che si era avvicinato per prestargli soccorso.
L'argano della gru sarà sottoposto ad una perizia tecnica per cercare di capire se la tragedia è stata provocata da un guasto del meccanismo della gru o se invece l'incidente sia stato provocato da un errore umano. L'indagine svolta dai militari della Capitaneria di porto hanno accertato che Anselmi è stato agganciato per motivi non chiari dal cavo dell'argano e poi avviluppato e stritolato. Dalla prima ricostruzione l'altro marittimo coinvolto nell'incidente, il ventiseienne Paolo Cò, anch'egli di Rapallo, in gravi condizioni all'ospedale, si sarebbe ferito nel tentativo di prestare soccorso al collega.
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