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Il riassunto di un anno rossoblù della punta ceduta alla Fiorentina
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Buena suerte Cholito, in bocca al lupo. Quando Giovanni Simeone ha preso la sua roba dall'armadietto di Villa Rostan per lasciare Genova in direzione Firenze in molti nello spogliatoio ciascuno nella propria lingua gliel’hanno augurato.

Proprio come Raffaele Palladino che ha utilizzato Instagram per salutare un predestinato. E già perché l'estate scorsa lui, attaccante di 21 anni, era arrivato dal River Plate come investimento in prospettiva, ruota di scorta dell'intoccabile Pavoletti.

Un'operazione da 5 milioni di euro con qualche rischio perché il figlio d'arte aveva segnato al massimo 7 gol in Argentina nel Banfield e non aveva mai avuto confidenza con il calcio italiano. E invece con Pavoletti prima infortunato e poi ceduto al Napoli è esploso proprio lui, il Cholito. Il battesimo a fine settembre con il gol sotto la Nord nel pareggio con il Pescara è stato l'inizio di una stagione entusiasmante, 35 presenze, 12 gol.

A consacrare le sue qualità le prime pagine dei quotidiani con la mirabolante doppietta contro i campioni d'Italia della Juventus. E poi quell'ultimo gol in Coppa Italia domenica scorsa con il Cesena ancora sotto la Nord, il saluto ai tifosi e ora l'addio.

Il Cholito va con una carriera ancora tutta da scrivere. Cessione decisa per motivi di bilancio: dalla Fiorentina arrivano 15 milioni più 3 di bonus. Il vuoto di Simeone dovrà essere colmato da Lapadula quando avrà recuperato completamente dall'acciacco.