ambiente

La voce di un imprenditore della zona
1 minuto e 21 secondi di lettura
"Compro il nastro adesivo, lo appiccico nei buchi del depuratore colabrodo, quelli dove arrivo, e spero che arrivi un po' meno odore, anche se non è così". E' grottesca la storia di Vito Valentini, imprenditore di Genova Cornigliano, con vista sul mega depuratore che cade a pezzi, nelle lamiere che circondano la vasca rotonda, arrugginite e piene di crepe dalle quali si vede l'interno della struttura.

"Qui non c'è vento che tenga, da qualsiasi parte giri l'odore arriva comunque" spiega. "In tutte le stagioni, non c'è scampo, la puzza è una certezza" gli fa eco un cittadino che incontriamo per strada. "Qui quasi tutti se ne vanno, appena possono - raccontano - dopo un po' non resistono più. Diventa un quartiere fantasma, le case valgono pochissimo". "Eppure l'Imu io la pago eccome, ogni anno, anche se alcuni capannoni si sono svuotati per questo motivo".

Ci mostra i garage sotto il depuratore "dove sgorgano delle pozzette di fogna, e ne siamo certi al milleuno per mille perché abbiamo messo il colorante per verificare la fonte. Sopra, nei capannoni che si affacciano sul depuratore, abbiamo murato le finestre per provare a limitare l'odore, ma entra comunque. E poi ci sono le vibrazioni, che crepano tutto". Per non parlare del vicino campo da calcio dove giocano i bimbi, con quest'aria irrespirabile.

Insomma, un disastro, di cui da anni si parla "ma senza effetti. I politici ogni tanto, quando ci sono le elezioni, promettono, ma poi alla fine non fanno nulla. Ci prendono per i fondelli".