cronaca

Gli sfollati tornano a casa, ma la notte ha fatto ancora paura
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 La buona notizia è che il palazzo di via Portazza 65, a Quezzi, non è a rischio crollo. Questo dicono le analisi strutturali: la frana ha lasciato scoperte le fondamenta ma non le ha spostate. Il peggio è scongiurato e tutti gli sfollati, 168 il numero preciso, hanno avuto l’ok per tornare nelle loro case.

Ma la paura è stata forte, in questo lembo della Grande Genova seduto sulle sponde del Fereggiano. Domenica sera di luci accese se ne vedevano ancora poche, segno che tanti hanno preferito aspettare ancora una notte, almeno chi poteva.

Si lavora giorno e notte per eliminare i detriti che ingombrano il letto del rio. Nella notte una gru è stata posizionata sulla piastra a copertura del Fereggiano per calare giù la ruspa. Bisogna fare presto, perché nei prossimi giorni è attesa la pioggia e il tappo potrebbe ostacolare il deflusso dell’acqua. Un grande telone blu protegge il fronte per evitare altri smottamenti. Protezione civile, Vigili del fuoco e Polizia municipale mantengono il presidio.

I lavori sono a carico dei privati, che nella riunione col Comune avrebbero di fatto ammesso la responsabilità di quanto accaduto. Intanto però la gente è arrabbiata perché una prima frana era già avvenuta nello stesso punto tre settimane fa. La replica della Giunta è categorica: siamo stati noi a segnalarlo, abbiamo fatto il sopralluogo e mandato un’ingiunzione ai proprietari, ma nessuno ha risposto. Però non è da escludere che la Procura possa aprire un fascicolo per accertare responsabilità civili, se non penali.

Non si dorme più tanto tranquilli, in via Daneo e in via Portazza. Un pezzo di città che finirà sui manuali di urbanistica alla sezione “scempi da non ripetere”. Qui, dove il Fereggiano scorre non accanto ma sotto i palazzi, dove l’autostrada domina la vallata scorrendo accanto alle finestre, dove i versanti sono scivoli di cemento per l’acqua piovana: se dopo 70 anni tutto (o quasi) è rimasto in piedi è un mezzo miracolo.