Belli, nuovi, eppure insicuri. I nuovi bus da 10 metri entrati nel parco mezzi Amt, già in servizio da oltre un mese sulle linee della Valbisagno e del Levante, finiscono subito nel mirino dei sindacati. Perché non risolvono il problema più annoso, quello denunciato in mille vertici e tavoli in Prefettura: la sicurezza degli autisti, vittime di continue aggressioni e non solo nelle ore notturne. "Sono vetture che presentano diversi problemi - denuncia Mauro Nolaschi, segretario regionale di Faisa-Cisal - a partire dalla luce della fermata prenotata, troppo piccola per essere vista dall'autista". Ma i limiti più grossi sono altri: "Avevamo chiesto una maggiore protezione del posto guida. Invece sono arrivati con uno sportello normale, che consente a qualunque malintenzionato di raggiungere l'autista".
Solo nell'ultimo mese sono state due le aggressioni ai danni di autisti Amt, entrambe avvenute in pieno giorno e in zone centrali della città. Guardie giurate a bordo, cabine blindate, innovativi sistemi di sicurezza: molte le promesse finora tradite. "L'azienda ora ha detto che correrà ai ripari. E questo - continua Nolaschi - vuol dire che se ne dovranno occupare i pochi operai rimasti nelle rimesse. E non va bene".
Nel mirino non ci sono solo le new entry, ma l'intero parco mezzi. "Ogni giorno abbiamo decine di richieste di soccorso per bus guasti o completamente fermi. Spesso i conducenti devono girare mezza città col cartellino per trovare una vettura con cui esercitare la linea".
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