Secondo i dati forniti dall'Istat, il 78,3% delle abitazioni residenziali presenti nel territorio italiano, sono costruite nelle tre zone a più alto rischio sismico. Ma i dati preoccuopanti non terminano qui, dalla stessa indagine emerge che oltre la metà (quasi il 55%) non rispetta le attuali norme antisismiche in quanto costruite prime del 1971, ovvero la data in cui sono entrate in vigore le leggi che impongono ai costruttori di rispettare alcuni parametri al fine di evitare il rischio crolli in seguito a eventi di natura tellurica.La maggior parte (40,7%) si trova in zona 3, ovvero la meno pericolosa della scala di identificazione, mentre il 32% delle case (la fetta più ampia) è situato in zone sismica 2, la scala di livello intermedio. Nella zona 1, quella a più alto rischio sismico sono presenti il 5,2% delle abitazioni italiane. I dati dipingono una situazione allarmante per quanto riguarda il nostro paese, da dove risulta che appena il 21,7% delle abitazioni è situato in zone a basso o assente rischio
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