cronaca

L'allarme della Cgil: "Politica in silenzio, ma gli accordi non si discutono"
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L’allarme arriva ancora una volta dai sindacati mentre la politica e le aziende tengono la bocca cucita. In attesa dei rispettivi piani industriali, la vera incognita sono i soldi. Amt e Atp hanno bisogno di investimenti – complessivamente 14 milioni – per poter partecipare alle gare per l’affidamento del trasporto pubblico nei bacini provinciali.

Nel caso di Atp le parti si sono già mosse. “Stiamo cercando di capire se il socio pubblico è disponibile a investire”, spiega Andrea Gamba (Filt Cgil). Per il servizio provinciale servono altri 3 milioni di euro, di cui circa 1 e mezzo dovrebbe arrivare dalla Città Metropolitana. Al momento non è chiaro se si tratta di risorse disponibili o meno. “Doria ci ha risposto che la fusione di Atp Spa e Atp Srl non si può fare. I soldi per la ricapitalizzazione andranno trovati da un’altra parte”, spiega Gamba.

Per Amt la partita è molto più difficile. Il capitale aziendale ammonta a circa 9 milioni di euro, ma per accedere al bando di gara ne servono 20. “Abbiamo chiesto un incontro con Pesci e Ravera per capire le intenzioni dell’azienda”. E la giunta? “Ancora in silenzio”, denuncia Gamba. Poi c’è lo scoglio del parco mezzi: un’età media di circa 14 anni a fronte dei 7 e mezzo richiesti per partecipare alla gara. Il rischio che le aziende rimangano escluse, secondo i sindacati, è reale.

Tutto al netto delle preoccupazioni sul fronte occupazionale. “Noi abbiamo fatto sapere che siamo aperti alla discussione – continua Gamba – sempre che si rimanga nel perimetro degli accordi, perché noi non siamo disposti a discuterli di nuovo. I lavoratori hanno già pagato per mantenere l’azienda, ad oggi perdono il 30% del loro salario integrativo”.