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Il gruppo svedese ha annunciato un piano da quasi 400 esuberi
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"Abbiamo incontrato i rappresentanti sindacali di Ericsson per ragionare del piano industriale che ha presentato l'azienda: direi che non è un piano industriale, ma un piano di dismissione". Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a margine di un'iniziativa organizzata a Genova per celebrare i 120 della Camera del lavoro.

Camusso commenta così la vertenza che riguarda il gruppo svedese di telecomunicazioni, che ha annunciato un piano da quasi 400 esuberi a livello nazionale di cui 147 nella sede genovese.

"Penso che bisogna continuare l'iniziativa che si è già assunta con la mobilitazione e gli scioperi dei giorni scorsi e chiedere che intervenga il governo perché mi pare una di quelle vertenze in cui è assolutamente chiara la necessità di difendere l'insediamento industriale nel nostro Paese".

LA CONTESTAZIONE - Un gruppetto di simpatizzanti del Partito comunista dei lavoratori ha contestato il segretario Camusso a Palazzo Ducale. I 'comunisti', che si erano radunati davanti all'edificio per ricordare la rivolta della città il 30 maggio 1960 contro il congresso del Msi, saputo della presenza di Camusso, sono saliti nella sala dell'incontro cantando 'Bella Ciao' ed hanno gridato alla segretaria della Cgil di aver "venduto i lavoratori". I contestatori sono stati allontanati dal servizio d'ordine e dai dirigenti del sindacato. Tra le ragioni della contestazione l'assenza di Camusso dalla "piazza". Il segretario della Cgil ha minimizzato e non ha voluto commentare l'episodio.