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Crollano i mercati finanziari, Cameron: "Mi dimetto a ottobre"
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"Ha vinto la Brexit, la Gran Bretagna è fuori dall'Unione Europea". Così ha titolato la BBC, tv nazionale britannica, quando la percentuale di voti scrutinati nello storico referendum non era ancora completa. Ora è ufficiale: il "leave" vince sul "remain" con il 51,9%, il Regno Unito si avvia a lasciare l'Europa unita. 

Il primo ministro inglese David Cameron ha annunciato le sue dimissioni dopo il risultato del referendum. "Ci dovrà essere un nuovo primo ministro eletto a ottobre. Il nuovo premier dovrà guidare i negoziati con l'Ue. Il popolo britannico ha votato per uscire dall'Europa e la volontà del popolo britannico sarà rispettata", ha detto Cameron alla BBC. Sarebbe l'ex sindaco di Londra e principale promotore del 'Leave', Boris Johnson, il favorito per la successione del premier David Cameron alla guida del governo, secondo i bookmakers britannici.

Le previsioni alla chiusura delle urne disegnavano tutt'altro scenario. I sondaggi davano i vantaggio il fronte europeista al 52%. Nella notte si è profilato un testa a testa, poi, col passare delle ore, il panorama si è fatto sempre più chiaro. Non sono bastati neanche i voti di Londra, dove il 'remain' ha vinto col 69%, per riequilibrare il risultato. Il Sun, il tabloid più letto oltremanica, titola "The Indipendence Day". Farage e gli euroscettici esultano. 

"Questa è la vittoria che significa un nuovo giorno dell'indipendenza per il nostro Paese. È l'alba di un Regno Unito indipendente". Lo ha detto il leader euroscettico dell'Ukip Nigel Farage, dando per scontata una vittoria del Leave. "È la vittoria della democrazia", ha poi aggiunto Johnson.

LE ANALISI
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IL CROLLO DEI MERCATI -
La sterlina ha raggiunto il minimo storico dal 1985. Le Borse asiatiche sono state le prime a precipitare. Tutta l' Europa subisce fortissime sofferenze, e Borsa Milano parte a fatica dopo una sospensione. L'indice crolla e per le banche è un bagno di sangue, con vendite senza precedenti. Lo spread è nella tempesta e arriva a toccare 190, e con la corsa ai beni rifugio innescata dal voto il tasso del Bund crolla al minimo storico, mentre la Banca Svizzera interviene a difesa del franco. Dalla Bce intanto si fa sapere di essere mobilitati e determinati per intervenire in difesa dell' euro. Giù il petrolio, vola l'oro. 

L'APPROFONDIMENTO - L'impatto della Brexit sulle Regioni italiane

REGNO UNITO SPACCATO - ll 'Leave' vince in Galles conquistando 854.572 voti contro le 772.347 preferenze date al 'remain'. In Scozia, nel referendum sulla Brexit, ha vinto il 'Remain' con 1.661.191 voti contro i 1.018.322 andati al 'Leave' a fronte di un'affluenza del 67,2%: Glasgow, la grande città portuale scozzese, vota al 66,6% per Remain, contro il 33,4% di Leave e Edimburgo, vota a favore della permanenza nell'Unione Europea con una percentuale del 74,4% contro il 25,6% di Leave. In Irlanda del Nord, nel referendum sulla Brexit, ha vinto il 'Remain' con 440.437 voti contro i 349.442 andati al 'Leave' a fronte di un'affluenza del 62,9%.

Contraria alla Ue la maggioritaria Inghilterra (esclusa quasi tutta Londra) con quasi il 60% di voti pro-Brexit. Il 'Remain' a Londra è al 69% mentre il 'Leave' si ferma al 31%. A Manchester fronte filo-Ue con un 60% di suffragi per Remain. Nella città industriale di Sunderland, sulla costa del nord-est dell'Inghilterra, Leave ha vinto con 82.394 voti (61,3%) contro i 51.930 voti (38,7%) per Remain. A Newcastle, città nel nord-est dell'Inghilterra, il 'Remain' ha vinto, ma di misura: 50,7% contro il 49,3% dei voti per il 'Leave', con uno scarto di appena 2.000 voti in una città in cui hanno votato in 129 mila. Gibilterra ha scelto il Remain con una percentuale del 95,9% e un 4,1% per il Leave. L'affluenza alle urne nel territorio a sud della Spagna è dell'84%. Leave ha vinto anche a Swindon , nella contea del Wiltshire, nel ricco sud-ovest dell'Inghilterra, con una percentuale del 55% contro il 45% di Remain. Oxford non tradisce l'Europa: la celebre città universitaria inglese porta in dote il 70,3% dei suoi voti al fronte di Remain nel referendum britannico sull'Ue contro il 29,7 di Leave. Anche Cambridge, dopo Oxford, vota in favore del fronte filo-Ue di Remain con oltre il 74% dei suffragi. La città di Liverpool, nel nord-ovest dell'Inghilterra che diede i natali ai Beatles, ha votato per il Remain, che ha vinto col 58% dei voti contro il 42% dei Leave.

I LEADER EUROPEI - 
Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha assicurato che la vittoria del Leave non è l'inizio della fine dell'Europa. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel, la Brexit è un taglio netto per l'Europa. Ma avverte che ora serve un'analisi "calma e composta" dell'esito del referendum. Intanto i leader europei si sentono e lunedì è previsto un vertice a Berlino tra Matteo Renzi, Angela Merkel e François Hollande. Il premier Renzi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi ha usato parole racssicuranti: "Il governo e l'Ue garantiranno la stabilità finanziaria". Un punto telefonico è stato fatto in una conferenze call tra i ministri delle Finanze del G7.

ORA COSA SUCCEDE?

Col referendum i britannici si sono espressi per lasciare l'Unione Europea, ma la procedura sarà tutt'altro che semplice. Per la prima volta andrà attivata la clausola di recesso prevista dall'articolo 50 del Trattato Ue. Il Consiglio europeo, ricevuta la notifica, ha due anni di tempo per rendere effettiva la decisione, prorogabili addirittura a cinque. 

Dal punto di vista finanziario, preoccupano il crollo delle Borse e quello della sterlina, che ha già perso oltre il 10%. Per i titoli inglesi si ipotizza un calo superiore al 7%.

Il Regno Unito, inoltre, rischia di non essere più unito. L'indipendentismo torna a ruggire in Scozia, dove il Remain ha vinto come previsto, e si torna a parlare di referendum. E l'ondata di secessionismo europeo potrebbe indurre altri Paesi a valutare l'uscita dall'Ue.