Uno striscione con scritto "Da Burlando a Toti chi viaggia sulle solite carriole sono sempre i soliti noti, cittadini e lavoratori" e poi altri striscioni e slogan contro la privatizzazione di Amt. I lavoratori del trasporto pubblico, in sciopero per 4 ore, hanno tenuto un presidio davanti alla sede dell'azienda. L'adesione, secondo i dati diffusi dai sindacati, ha raggiunto il 90% per quanto riguarda Amt, solo il 34% per Atp."Il trasporto pubblico è un problema per tutti ma non per questa politica", spiegano i sindacati in un volantino unitario con il quale hanno voluto spiegare le ragioni dello sciopero. "Passano gli anni ma i problemi restano irrisolti e a pagare il conto - proseguono - siamo sempre gli stessi, lavoratori e cittadini, costretti a subire le scelte o non scelte di amministrazioni, proprietà e dirigenti aziendali che sembrano più interessati ai conti economici che a far funzionare l'azienda".
Nel mirino anche le indiscrezioni relative alla possibilità di esternalizzare parte del servizio collinare. "La motivazione è semplice - spiegano i sindacati - si vogliono creare due livelli di servizio, uno per i più fortunati con le linee centrali dove la domanda è forte, e quindi c'è ritorno economico, e un altro per periferie e linee collinari dove, secondo il teorema politico e aziendale, il servizio può subire una bella sforbiciata".
I sindacati accusano anche le istituzioni per non aver onorato l'accordo del 2013, che prevedeva l'acquisto di 400 nuovi bus che avrebbero permesso di abbattere costi di manutenzione per oltre due milioni di euro ma che non sono mai arrivati. I sindacati invitano i cittadini a rimanere "uniti per quella che è una battaglia di civiltà".
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