cronaca

"Un episodio indelebile, li ho visti morire davanti ai miei occhi"
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Sono trascorsi 25 anni, ma per chi abita tra Voltri ed Arenzano nel ponente genovese il recordo resta vivo.

L'11 aprile del 1991 nel tratto di mare davanti al porto petroli di Genova Multedo durante un'operazione di travaso del greggio da una stiva all'altra sulla petroliera Haven, avviene una grande esplosione.Tra i 36 componenti l'equipaggio si contano cinque morti.

A bordo della petroliera cipriota lunga 335 metri, larga 52, 110 mila tonnellate circa di stazza, capacità di carico di 230 mila tonnellate di petrolio si sviluppa un incendio, il greggio si riversa in mare. Si teme un enorme disastro ambientale.

Dopo la fase iniziale con il rogo del combustibile riversato in mare, la nave viene trainata al largo di Arenzano.Nel pomeriggio del 12 aprile il rimorchiatore Olanda aggancia la nave dal timone di poppa e inizia ad avvicinarla alla costa. Nel corso dell'operazione si spezza la prua che affonda a 490 metri di profondita'.

Per una fortunata serie di coincidenze con condizioni meteo favorevoli dal mare calmo all'assenza di vento, la maggior parte del petrolio si esaurisce con la combustione durata più giorni. Poi il relitto affonda. Una parte del petrolio si riversa sulle spiagge. Per fortuna i danni ambientali si contengono.

La nave affonda tre giorni dopo. E' il 14 aprile 1991.

Ora la Haven si trova su un fondale di circa 80 metri nelle acque davanti ad Arenzano. Si tratta del più grande relitto visitabile da subacquei del Mediterraneo, e uno dei più grandi al mondo. Non fa più paura a livello ambientale, ma la sua unicità in passato anche recente ha indotto alcuni subacquei a spingersi oltre e a perdere la vita per osservarla da vicino,

Le migliaia di tonnellate di petrolio che inizialmente avevano fatto temere una tragedia ambientale con ripercussioni nel lungo periodo rimangono con le componenti più dense nei fondali marini davanti a Genova.

A 25 anni da quei fatti arriva il ricordo di partecipò ai soccorsi. Diciotto persone dell'equipaggio furono infatti salvate dal comandante Giancarlo Cerutti che era a capo dei piloti di Genova e che ora vive ad Alassio.

"Un episodio indelebile che resterà per sempre scolpito nella mia memoria - ricorda l'ex ufficiale classe 1937, entrato nel corpo dei piloti del porto di Genova nel 1970 che è andato in pensione nel 1997 - Avevo ricevuto via radio il may day dal comandante della nave".

"Quando arrivai con la pilotina era in corso una violenta esplosione che aveva piegato in due la petroliera e nello stesso istante, avevo perso il contatto con il comandante che più nessuno aveva poi sentito o ritrovato. Verso poppa avevo notato diversi marinai che si erano buttati in mezzo alle fiamme e che chiedevano aiuto. Non hanno avuto scampo e in tre sono bruciati davanti ai miei occhi, ma ero riuscito a caricarne diciotto e a riportarli a terra", il suo racconto.