Era diventato il simbolo dell’inchiesta che aveva scoperchiato il caso dei furbetti del cartellino nel Comune di Sanremo. E ora anche per il vigile in mutande che timbrava il cartellino senza sapere di essere ripreso dalle telecamere della Guardia di Finanza è scattato il licenziamento. Compreso il suo, sono otto i provvedimenti emessi fino a questo momento. Lui in ciabatte, slip e maglietta che timbra prima di rientrare nel vicino alloggio da custode del mercato annonario, hanno fatto il giro del mondo. Non a caso, il premier Matteo Renzi l’ha citato illustrando il decreto che inasprisce le misure contro gli assenteisti nella pubblica amministrazione. Nei suoi confronti l’accusa è pesante: gli viene contestato di essersi allontanato dal posto di lavoro senza timbrare almeno sei volte mentre in oltre venti occasioni aveva chiesto aiuto a moglie e figlia per adempiere l’obbligo
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