Edenilson, Roncaglia, Sturaro, Iago Falque e Bertolacci. Cinque giocatori che non ci sono più e si vede. Anzi si sente. Il Genoa con i problemi economici che ha deve sempre vendere e non sempre poi i campionati prendono le pieghe gradite. Enrico Preziosi lo sa e per ora pensa al futuro societario con il paventato ingresso di Giovanni Calabrò, ma intanto deve fare i conti non solo per la due diligence ma anche intorno ad una classifica deludente e pericolosa. Diego Capel fin qui ha deluso, Pandev pure, Tino Costa non emerge e Munoz è sempre infortunato. Mettiamoci poi i cartellini rossi folli tipo De Maio e Pavoletti e la frittata è fatta. Sulla carta il Grifone non è squadra da quintultimo posto, ma se l’anno scorso tutto girava a meraviglia ora l’ingranaggio di Gasperini si è inceppato e i rossoblù non vincono più. E’ possibile coniugare cessioni per decine di milioni di euro con la zona europea? Impensabile, siamo onesti, non sempre Gasperini puo’ fare il miracolo. In fondo a parte l’anno scorso, la stagione finita con Ballardini e quella di Milito il Genoa ha dovuto costruire salvezze faticose.
Oggi il convento passa di nuovo quella minestra amara. Eppure Perin e compagni non sono mai stati messi sotto da nessuno e il gruppo appare compatto e con un gioco che a livello nazionale prende consensi. C’è da preoccuparsi con queste premesse? Sì, perchè questo campionato è strano, c’è un equilibrio pazzesco e perché il Bologna e il Palermo hanno organici non inferiore a quello del Genoa. Certo, Frosinone, Carpi e Verona sono in forte difficoltà, ma sarebbe un errore imperdonabile tirare conclusioni affrettate e scontate, perché di assoluto non c’è niente.
Quella con il Bologna diventa già una sfida da non sbagliare. E sullo sfondo si parla di mercato di riparazione. Ma quella di gennaio è una chiamata di riserva che difficilmente senza investimenti (impossibili?), diventa decisiva e risolutoria. Inutile illudersi, inutile battere la grancassa delle belle gioie di corte. Il Genoa deve ritrovare la sua dimensione di sofferenza perchè se non c’è stato fin qui un euro tirare fuori il coniglio dal cilindro è compito duro.
Gasperini è bravo, pure la società si è inventata qualcosa per lanciare giocatori poi subito venduti, ma l’importante è capire che i limiti ci sono. E poi certe mosse di potere interno dovuto alla trattativa ammantata di riserbo dopo smentite varie non aiuta la distensione e la chiarezza. Così come l’uscita di Preziosi su Gasperini “Datemi Sarri e Higuain e vinco lo scudetto” sia stata un autogol. Ci si puo’ aspettare comunque qualcosa di piu’ robusto e allora occorre sudare e lottare con i tifosi che attaccati alle griglie rendono tutto piu’ reale, piu’ Genoa. Così è questo campionato. Inutile girarci intorno.
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