"Per noi la soluzione trovata rappresenta un po' l'ipotesi ottimale, cui lavoravamo, perché la cessione di questo pacchetto alla famiglia Malacalza consente alla Fondazione di mettere in sicurezza i conti e di lavorare per il bene della banca e del suo rafforzamento". Lo dice il presidente della Fondazione Carige Paolo Momigliano in un'intervista al Sole 24 Ore. E racconta: "Era una soluzione auspicata da tempo. Avevamo fatto appelli a Regione e città affinché l'imprenditoria ligure concorresse a un percorso di rafforzamento della banca". La Fondazione resta ora con il 4,8%, ma potrebbe scendere ulteriormente con vendite sul mercato? "Sia il mercato sia le reazioni locali - risponde - sono state molto favorevoli. Ora dobbiamo fare una serie di valutazioni nelle prossime settimane e faremo la cosa più opportuna per il miglioramento del debito. Per l'aumento di capitale di Carige potremmo scendere fino allo 0,5%. Il patto di sindacato ci permette di esprimere un consigliere, come testimonianza di una presenza di garanzia della Fondazione. Per il patto la soglia minima prevista per la Fondazione è lo 0,30%", spiega Momigliano.
Banca Carige intanto continua a correre a Piazza Affari. Dopo il volo di ieri (+10,2%), seguito all'ingresso della famiglia Malacalza nella compagine azionaria, il titolo avanza del 6,6%, a 0,077 euro, tra scambi ancora una volta molto intensi, pari all'1,6% del capitale. La famiglia genovese, che rileverà il 10,5% del capitale dalla Fondazione Carige, ha aperto le porte all'arrivo di nuovi soci e non ha escluso la possibilità di un ulteriore rafforzamento.
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