Maltrattavano le operatrici telefoniche nel call center di Sarzana e in quello di Licciana Nardi, sottoponendole a continue vessazioni e ingiurie e costringendole anche a subire allusioni sessuali. In alcuni casi palpeggiamenti, in altri umiliazioni che rendevano intollerabile la 'convivenza' nell'ambiente di lavoro. La direttrice e tre responsabili di sala con funzioni di coordinamento, controllo e vigilanza delle impiegate sono state rinviate a giudizio. Dieci le operatrici che hanno sporto denuncia perché stanche di ricevere quei trattamenti al lavoro. In particolare, la direttrice diceva loro di avere problemi mentali, toccava il seno e i glutei delle ragazze e spesso chiedeva se avessero avuto rapporti con i rispettivi fidanzati o mariti. L'udienza si terrà il prossimo 7 maggio.
Le responsabili sono accusate di analoghi atteggiamenti vessatori e comunque ritenuti lesivi della personalità: chi strattonava le operatrici, chi le costringeva a toccare la parte intima di una statua raffigurante una figura maschile perché sarebbe servito a incrementare gli ordini, come se fosse un rito propiziatorio; chi invece pretendeva, se le vendite calavano, che si bagnassero con l'acqua contenuta in una bottiglia e si profumassero con l'incenso. E chi invece obbligava le ragazze di stare sedute con le gambe aperte durante le telefonate, perché così sarebbero state più ricettive.
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