cronaca

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Alessandro Grondona, l'uomo di 38 anni in carcere per detenzione abusiva e porto illegale di quasi 2.000 chili di materiale esplodente, davanti al pm Federico Manotti si è assunto ogni responsabilità di quanto accaduto.


Era stato Grondona, difeso dagli avvocati Nicola Scodnik e Alessandro Vaccaro, a chiedere di essere interrogato. L'indagato ha spiegato che i due box, uno in un condominio di Lavagna dove sono stati trovati dalla polizia 400 chili di materiale per fuochi d'artificio e l'altro a Rapallo (1500 chili), erano una sistemazione temporanea perché era stata sequestrata la cava di Moconesi dove veniva prima custodito il materiale. Con Grondona erano stati arrestati anche Agostino Brugo, di 69 anni, ora agli arresti domiciliari e Matteo Tirelli che ha l'obbligo di dimora con il divieto di uscire di notte. Entrambi avrebbero avuto un ruolo di manovalanza. Tirelli aveva riferito al gip che, in qualità di 'fuochino', si occupava di far esplodere i fuochi d'artificio durante gli spettacoli pirotecnici. Secondo l'accusa il materiale, confezionato in maniera precaria, concentrato in un ambiente angusto e in prossimità di un luogo abitato, "costituiva pericolo per persone e cose assumendo la caratteristica di micidialità". L'indagine degli uomini della squadra mobile era partita dalla sottrazione di circa 600 chili di esplosivo dalla cava di Moconesi. Il custode della cava, che nel frattempo è morto, sarebbe stato un collaboratore della società della quale faceva parte Grondona e, pare, un altro socio napoletano che, comunque, non è indagato.