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Un circolo virtuoso tra università, investimenti in ricerca delle imprese e occupazione qualificata, con effetti positivi anche sui brevetti. Emerge per la Liguria dai dati Ue sull'innovazione regionale elaborati dalla Commissione europea nel 'Regional Innovation Scoreboard' e presentati dal vicepresidente Tajani, che esamina una serie di parametri-chiave che danno il polso dell'innovazione di un territorio.

La regione costiera è infatti seconda tra le italiane per numero di persone con un livello di istruzione universitaria, con un indice dello 0,370 (preceduta solo dall'Emilia-Romagna che segna 0,389), quarta per la spesa delle imprese in ricerca e sviluppo (0,385, primo il Piemonte con 0,503), poi settima per numero di occupati in attività ad alto tasso di conoscenza (0,541 insieme al Friuli-Venezia Giulia, con la Lombardia leader con 0,777). E la Liguria è anche settima per numero di richieste di brevetti, con un indice pari a 0,300 (in testa l'Emilia con 0,399), e poi ottava per le reti di imprese innovative che collaborano tra loro (0,133, primo il Friuli con 0,292).

Si trova invece nella metà bassa della classifica per le pmi che innovano in-house (tredicesima posizione con 0,359, primo ancora il Friuli), che introducono innovazioni nell'organizzazione e nel marketing (di nuovo tredicesima con 0,359, leader sempre il Friuli) e per la commercializzazione dell'innovazione (undicesima con 0,514, in testa l'Emilia-Romagna con 0,552). Il territorio resta infine, come tutte le regioni italiane, sotto la media Ue nella categoria degli 'innovatori moderati'. A fare eccezione, solo Piemonte, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, con valori che superano la media europea e che li collocano tra coloro che stanno al passo con l'innovazione, come le regioni del Nord Europa.