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Qualche mugugno e segno di disapprovazione ha accolto ieri sera il sovrintendente Giovanni Pacor quando, prima dell'avvio di "Madama Butterfly" è salito sul palcoscenico del Carlo Felice per annunciare che l'influenza aveva fatto una vera e propria strage nel cast. A cominciare da Daniela Dessi', per la quale molti spettatori erano arrivati da fuori Genova.

E proprio Dessì, attesa nel suo doppio ruolo di protagonista e di regista debuttante, ha dovuto dare un mezzo forfait. Si è accomodata in cabina di regia, lasciando il kimono a Maria Luigia Borsi. Madama Butterfly è stata presentata nella seconda versione approntata da Puccini dopo il fiasco della Scala per Brescia.

L'allestimento scenografico era quello storico di Beni Montresor, in parte variato da Dessì che ha lavorato soprattutto sulla gestualità e sulle luci. Valerio Galli, sul podio dei complessi genovesi, ha diretto con passionalità e ampi slanci melodici, non sempre tuttavia, curando il rapporto fonico con i cantanti, a tratti coperti dall'eccessivo volume orchestrale. Fabio Armiliato, pur influenzato, ha risolto la parte di Pinkerton con mestiere. Al suo fianco Maria Luigia Borsi è stata una lodevole Cio-cio-san, anche se la voce assai sottile l'ha messo a tratti in difficoltà. Bene Renata Lamanda nella parte di Suzuki.