Alla tavola rotonda parteciperà anche Matteo Rossi, assessore allo sport della Regione Liguria. Già campione militare di savate, impegnato durante la Seconda Guerra mondiale col contingente italiano nella colonia giapponese di Tien Sing (Tianjin) in Cina dove venne a contatto col jujitsu, Bianchi ne rimase colpito per l’efficacia e decise di diffonderlo una volta tornato in Italia. L’opera di diffusione iniziò a Genova, nella palestra di via Ogerio Pane, dove il Maestro Bianchi insegnava gratuitamente agli allievi nel difficile clima di ristrettezze del secondo dopoguerra. Con la fine degli anni Quaranta la palestra si trasferì nella sede storica di Salita Famagosta e l’opera di diffusione del jujitsu “stile Bianchi” procedette a pieno ritmo anche grazie alle varie dimostrazioni pubbliche svolte col gruppo dei Kaze Hito (uomini vento).
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Il ju jitsu ligure ricorda il maestro Gino Bianchi
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Alla tavola rotonda parteciperà anche Matteo Rossi, assessore allo sport della Regione Liguria. Già campione militare di savate, impegnato durante la Seconda Guerra mondiale col contingente italiano nella colonia giapponese di Tien Sing (Tianjin) in Cina dove venne a contatto col jujitsu, Bianchi ne rimase colpito per l’efficacia e decise di diffonderlo una volta tornato in Italia. L’opera di diffusione iniziò a Genova, nella palestra di via Ogerio Pane, dove il Maestro Bianchi insegnava gratuitamente agli allievi nel difficile clima di ristrettezze del secondo dopoguerra. Con la fine degli anni Quaranta la palestra si trasferì nella sede storica di Salita Famagosta e l’opera di diffusione del jujitsu “stile Bianchi” procedette a pieno ritmo anche grazie alle varie dimostrazioni pubbliche svolte col gruppo dei Kaze Hito (uomini vento).
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