"Una composizione trasversale che è difficile inquadrare in un solo gruppo. Una protesta che si inserisce nella situazione di crisi, sulla quale serve anche una lettura politica; se guardiamo alle parole, agli atti e alle modalità della protesta il fenomeno ha caratteristiche da destra populista": così il filosofo genovese Simone Regazzoni analizza la protesta dei cosiddetti "forconi" e del "movimento 9 dicembre""C’è il rischio che questa aggregazione sia cavalcata dalla destra populista, ma anche che inneschi dinamiche di tipo eversivo", dice Regazzoni, che non dimentica le colpe della classe politica: "Nessuno giustifica quello che ha fatto la politica; se il Paese non esce dall’austerity siamo finiti. La politica ha le sue responsabilità, ma non dobbiamo scadere nel populismo. La politica deve dare risposte, bisogna superare l’austerity e andare al voto: senza questi tre elementi non se ne esce".
Per regazzoni sono inquietanti alcuni richiami dei manifestanti, che però non vanno sovradimensionati: "E’ una rivolta di tipo minoritario, stiamo attenti a non ingigantirla. Al tempo stesso però bisogna dare risèposte, altrimenti il baratro sarà vicino".
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