C'è un rischio di reclutamento di terroristi islamici nelle carceri italiane, ed è accresciuto dalle tensioni in Egitto ed in altri paesi del Medio Oriente: lo sostiene il Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria), partendo dal caso della Liguria dove la percentuale dei detenuti extracomunitari - il 60% - è molto più alta rispetto alla media nazionale (40%).''Come nel passato avevano fatto le Brigate Rosse - afferma Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe - oggi esponenti del terrorismo islamico potrebbero fare proseliti tra i detenuti per infiltrare propri adepti fedeli e non sospetti. Da tempo siamo preoccupati per le recenti conversioni, in carcere, di detenuti italiani all'Islam''.
Il Sappe chiede al governo di ''incrementare il livello di attuazione della misura alternativa dell'espulsione per i detenuti stranieri che debbano scontare una pena inferiore ai due anni; è - sottolinea Martinelli - un potere che la legge affida alla magistratura di sorveglianza''.
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