cronaca

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Il gip Marina Orsini ha rinviato a giudizio 26 persone nell'ambito dell'inchiesta per la violazione della legge 74 del 2000 sui reati fiscali.


Per un altro indagato il reato fiscale di cui era accusato è stato dichiarato prescritto. Il gip, tra l'altro, ha dichiarato il non luogo a procedere per tutte le imputazioni fiscali relative al periodo 2004-2005 per intervenuta prescrizione anche nei confronti di altri indagati. Il processo è fissato in dicembre presso il tribunale penale. Alcuni degli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla costituzione di società di comodo per l'emissione di fatture per operazioni inesistenti. In particolare, secondo l'accusa, gli indagati, a vario titolo, avrebbero fatto false sponsorizzazioni a fasulle società ciclistiche, alcune costituite appositamente per creare un risparmio fiscale. Si sarebbe trattato di un giro d'affari di oltre un milione di euro. Tra gli indagati figura, ma solo marginalmente, l'imprenditore Gino Mamone (accusato di frode fiscale per l'emissione di tre fatture e non di associazione) difeso dall'avvocato Andrea Campanile. Altri indagati sono i toscani Simone e Alessandro Biasci, oltre a presidenti e responsabili di società e associazioni ciclistiche, anche toscane, che avrebbero emesso le fatture relative alle presunte sponsorizzazioni. I fatti relativi all'inchiesta del pm Francesco Pinto fanno riferimento al periodo che va dal 2004 al 2009. Tra i difensori Nicola Scodnik, Paolo Costa, Stefano Savi, Carlo Contu, Paolo Scovazzi, Giacomo Gardella, Alessandro Sola e Giuseppe Pugliese.