Spuntano i nomi del petroliere Volpi, già presidente dello Spezia Calcio, e di Gavio, uomo delle costruzioni da Impregilo, alle autostrade alla logistica, per tentare di sollevare dalla crisi il porto Mirabello della Spezia gestito da Itn, il nome è quello del parmigiano Menozzi: circa 200 posti per grandi yacht, venduti pare solo al 30 per cento. Le voci parlano di un buco da 55 milioni della società e della richiesta dell’articolo 182 bis, una sorta di concordato preventivo per ripianare le perdite.
E’ un argomento spinoso alla Spezia, il porto Mirabello. Una cattedrale nel
deserto anche se si spera che a metterci una pezza, legandolo alla città, sia il nuovo ponte che dovrebbe sorgere a marzo- aprile da passeggiata Morin. Almeno per provare a salvare i negozi rendendolo più vicino, fisicamente, alla gente. Il presidente della Camera di Commercio spezzina, Gianfranco Bianchi, dice: “Da soli non si va da nessuna parte ma ci isola, la proprietà lo deve capire. Le proposte le erano state fatte ma le ha rifiutate”. Più difficile sperare di vendere, o affittare, posti barca.
Colpa, dice Bianchi - di una politica fiscale italiana che fa scappare gli yacht in Francia: “In Italia, per una certa mentalità, se hai una barca sei un evasore, c’è la caccia al ladro”.
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