Cronaca

1 minuto e 27 secondi di lettura
Le primarie per il comune di Genova si faranno. E chissà, potrebbero essere fatte anche per la provincia. Le due novità, di non poco conto, arrivano al termine del vertice tra i segretari di tutti i partiti dell’Unione che si sono riuniti proprio per definire come arrivare alle amministrative del prossimo anno. Alla fine, tutti d’accordo, è stato approvato il regolamento tecnico che istituisce le primarie. 700 è il numero di firme che dovrà raccogliere chi vuole partecipare, per poter accedere alla competizione interna. Senza alcuno sbarramento (almeno per ora) sul numero dei candidati. Vuol dire che almeno sulla carta potranno candidarsi più esponenti dei Ds, o della Margherita, o di qualsiasi altro schieramento. Con buona pace soprattutto per Marta Vincenzi. Ma attenzione: nei corridoi dei Ds si precipitano a precisare che a breve ci sarà un incontro ristretto dell’Ulivo, proprio per definire a chi verrà dato il sostegno. Insomma: potranno candidarsi tutti quelli che raccolgono le firme, ma probabilmente i partiti daranno il loro indirizzo. La data del voto non è ancora stata fissata, presumibilmente potrebbe essere a fine gennaio. Tutti i candidati saranno chiamati a sottoscrivere una carta dei valori del centrosinistra: una decina di regole che si impegnano a seguire. Diverso il discorso per il programma, che sarà definito subito dopo lo scrutinio delle primarie, in una serie di incontri tra il candidato scelto e le segreterie di partito. Infine il capitolo Provincia di Genova. Supportati dalle dichiarazioni di Rosario Monteleone, segretario regionale della Margherita, i Verdi sono tornati a chiedere le primarie anche per palazzo Spinola. È stato deciso di avviare un confronto politico (prima riunione il 17 novembre) per valutare anche questa possibilità. (Davide Lentini)