Cronaca

1 minuto e 43 secondi di lettura
Nuove dichiarazioni in un 'intervista a Radio Vaticana del cardinale Angelo Bagnasco. Il presidente della Cei torna sul tema della "riforma dello Stato", dicendo che è "il primo passo assolutamente necessario" per la "riconciliazione" tra Paese reale e Paese legale. "Auspico uno Stato che sia più agile, più rappresentativo, e nello stesso tempo più sussidiario e solidale". "Ma ci vuole anche una riforma culturale, non solo strutturale, perché è un primo passo necessario ma  non sufficiente", aggiunge il presidente della Cei nell'intervista in cui torna sui punti della sua omelia di ieri a Genova per la solennità della Madonna della Guardia.

Bagnasco torna anche sul tema della crisi economica dicendo che riveste "un carattere non soltanto di gravità ma di eccezionalità e che pertanto chiede l'attenzione e il contributo di tutta la società nelle sue articolazioni, a tutti i livelli". "Mi pare che questa - aggiunge - sia la chiave di lettura corretta della mia omelia di ieri, senza dimenticare l'attenzione che oggi è richiesta da parte di tutti quanti sui problemi più urgenti che la gente sente, che sono il problema economico, il problema del lavoro, e poi la riforma dello Stato, la riforma della politica. Sono i problemi che richiedono un'attenzione assoluta, senza distrazione".

Il cardinale poi sottolinea che i laici cattolici "certamente hanno un grave dovere di esserci in politica, il dovere di una testimonianza, come per ogni cristiano, e il coraggio di avere la propria identità e la propria coscienza cristiana, senza complessi di subalternità verso nessuno". "Per invertire certe derive culturali o sociali o politiche - prosegue Bagnasco -, è necessario in certi momenti, soprattutto in certi momenti storici, non essere preoccupati dei propri interessi né di carriera né succubi di ideologie". "Non bisogna avere paura di apparire superati o isolati - aggiunge -. Devono esserci i cattolici in politica, molti e preparati, con coerenza!"