Il decreto legge 59 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che riforma la Protezione civile, prevede che lo Stato non risarcirà più i cittadini per i danni da calamità naturali. Nel provvedimento invece si stabilisce - ancora solo in via transitoria e a "fini sperimentali" - la facoltà del privato di estendere "ai rischi derivanti da calamità naturali le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà dei privati".Il decreto legge in questione, che detta "Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile", all'art. 2 si occupa delle "Coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali" e stabilisce che "possono essere estese ai rischi derivanti" da calamità le polizze assicurative contro qualsiasi danno a fabbricati di privati. Ciò anche al fine di "garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione o ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distrutti da calamità naturali".
Entro 90 giorni da oggi dovranno essere definiti con un regolamento "modalità e termini" per consentire l'avvio del nuovo regime assicurativo, sulla base di alcuni criteri indicati nello stesso decreto, tra cui - appunto - "l'esclusione, anche parziale, dell'intervento statale per i danni subiti da fabbricati" e "incentivazioni di natura fiscale".
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