Un lungo pedinamento, con il passo sempre più veloce e il fiato sul collo di quell'uomo, "che non ne voleva sapere di lasciarmi perdere", poi l'aggressione in pieno giorno, a due passi dall'Aurelia, verso le quattro del pomeriggio: questa la versione fornita dalla giovane molestata ieri a Loano fornita ai carabinieri di Albenga, circa il raptus sessuale che ha portato in carcere don Fabio Bonifazio, il viceparroco di Imperia, arrestato con l'accusa di violenza sessuale. Il sacerdote, secondo la ricostruzione fornita ai militari, ha seguito per diversi minuti la ragazza, che stava passeggiando nel centro di Loano. La giovane da subito non aveva fatto caso all'inseguitore, ma quando aveva capito che quell'uomo "tarchiato e dai capelli rossi" ce l'aveva con lei, ha tentato invano di seminarlo.
Toccherà ora agli inquirenti stabilire che cosa abbia fatto scattare l'aggressione. Intanto il parroco non ha detto nulla ai militari, che lo hanno arrestato e condotto al carcere di Savona.
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