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Nelle ultime otto giornate di campionato, cinque saranno disputate in casa
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35 punti: è questa la quota più probabile che potrebbe consentire alle pericolanti di conquistarsi la salvezza. Per arrivarci lo Spezia non può sbagliare le partite abbordabili, perché il calendario, da qui alla fine, presenta diversi scontri da mission impossible. Nelle ultime otto giornate i bianchi dovranno affrontare due super big che si contendono lo scudetto, Inter e Napoli, entrambe al Picco.

Dallo stadio di casa passeranno anche gli altri due match sulla carta più complicati, quelli contro Lazio e Atalanta, entrambe in corsa per un posto in Europa. Più agevoli, se così si può dire, le trasferte: lontano da casa lo Spezia sarà impegnato a Empoli, Torino e Udine, contro tre squadre che, nel momento in cui si troveranno di fonte gli uomini di Thiago Motta, non avranno nessun particolare obiettivo di classifica. La marcia verso la salvezza avrà un ulteriore momento cruciale, probabilmente il più importante, quello di sabato 2 aprile al Picco contro il Venezia. Vincere quella gara, che è anche l’unico scontro diretto della coda di stagione, condannerebbe quasi irrimediabilmente i veneti, spingerebbe lo Spezia a una rassicurante quota 32 e permetterebbe di guardare al resto delle giornate con prospettive diverse. Non sbagliare nemmeno la trasferta di Empoli, che la tabella salvezza prevede foriera di almeno un 1 punto, non chiuderebbe i giochi ma quasi.

Nell’analisi delle ultime otto partite emerge anche la centralità del campo di casa, in cui si giocheranno cinque partite su otto e che, per la prima volta nella storia dello Spezia in serie A, potrà essere riempito fino all’orlo. Con il sostegno del proprio pubblico i bianchi potrebbero provare a fare qualche dispetto eccellente, se non proprio a Milan e Napoli, magari a una tra Lazio e Atalanta, così da porre tra sé e le inseguitrici un cuscinetto ancora più sostanzioso.

Ma nel calcio le tabelle sono un esercizio sempre pericoloso e i finali di stagione sono imprevedibili come il clima inglese: per questo la squadra deve pensare a una partita per volta, cominciando dalle prossime due. Matematicamente non decisive, ma quasi.