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Marco Lanna, una vita nella Sampdoria, da calciatore del vivaio a presidente, te lo saresti aspettato?
"Non mi sarei mai aspettato un salto così, è stata una grande sorpresa, una grande gioia, una cosa che è stata un fulmine a ciel sereno".

Chi ha indicato il tuo nome per questa carica?
"Io il contatto l'ho avuto col dottor Vidal, che mi ha chiesto la disponibilità, so che c'erano altri candidati e il dottor Vidal nel frattempo avrà valutato altre persone, poi mi è arrivata una sua chiamata e diciamo che ho... vinto la nomination! (scherza)".

Più difficile marcare Camataru, il centravanti della Dinamo Bucarest affrontato agli esordi, o condurre la Sampdoria nel momento più difficile della sua storia?
"Quando marcai Camataru avevo vent'anni, adesso ne ho cinquantatrè e diciamo che sono due sfide affascinanti e difficili, affascinanti entrambe, all'epoca era bello marcare i giocatori forti, questa è una bella impresa ma forse più stimolante perché ci sono molte cose da fare, è un momento non facile ma mi piacciono le sfide, quindi è una grande impresa che vorrei portare a termine".

Dei tuoi vecchi compagni chi si è fatto vivo? Vi siete sentiti con Vialli, faccio il nome di Vialli perché sappiamo che è stato molto vicino ad assumere la carica che oggi è la tua?
"Tutti gli ex compagni si sono fatti sentire, per farmi i complimenti e incoraggiarmi. Ho sentito Luca come Roberto e Fausto Pari, insomma non ne è mancato uno, è stata una cosa molto piacevole da parte loro. E' stata una sorpresa per tutti perché nessuno si aspettava una cosa del genere, ma le attestazioni di stima sono state superiori alla sorpresa".

I tifosi ti hanno dato il benvenuto anche con striscioni: è una grande responsabilità, il tuo compito sarà anche riavvicinare i tifosi alla Sampdoria e viceversa.
"Questo è un mio obiettivo. Parlavo con i ragazzi che hanno messo gli striscioni fuori dallo stadio, li ho ringraziati come ringrazio tutti i tifosi e tutti gli amici che mi hanno scritto messaggi, ad alcuni devo ancora rispondere, sono un po' in ritardo su tutto ma ci arriverò. Li ho ringraziati ma ho anche detto loro che adesso arriva la cosa più difficile, perché devo anche meritarmi le attestazioni di stima, arrivate per il mio passato di calciatore nella Sampdoria. Ora devo meritarmele per quel che farò in questo nuovo ruolo. Sarà un lavoro bello quanto complesso e voglio farcela: ci metterò tantissimo impegno".

Tu sei presidente ma non proprietario: che cosa comporterà questa situazione, che cosa potrà succedere nei prossimi mesi?
"Io e questo cda siamo qui per traghettare questa società in mani sicure, la cessione non so a che punto sia anche perché se ne occupa il dottor Vidal. Noi faremo tutto quello che sarà possibile per arrivare a fine anno in modo positivo: da qui appunto il riavvicinamento tra società e tifosi, cercare di far tornare quello spirito che Paolo Mantovani aveva costruito nel tempo. Noi non abbiamo tanto tempo ma partiamo già da una buona base, quindi dobbiamo metterci lì e dialogare. Cercheremo di fare le cose immediate per riattivare al più presto il contatto con i tifosi, per riportare i tifosi alla Sampdoria e la Sampdoria ai tifosi".

Siete in grado di rassicurare i tifosi sul fatto che la Sampdoria possa superare questo momento di crisi?
"Nell'immediato non ci sono problemi, guardiamo con fiducia ai prossimi mesi. Per quanto riguarda il mercato, da questa sessione di gennaio dovrà uscire una squadra se non più forte almeno equivalente a quella che ha affrontato la prima parte di stagione. Per quanto riguarda Conti, è un tipo di giocatore di qualità e di cattiveria agonistica che fin qui ci è mancato e ci servirà molto, vista anche la sua voglia di tornare ad alti livelli. Adesso vedremo le occasioni che ci sono sul mercato, valuteremo col mister le sue esigenze visto che è doveroso che il mister esprima la sua opinione sul mercato. Conosciamo le sue richieste e cercheremo di accontentarlo. E' chiaro che in questo mercato molte operazioni si chiuderanno al fotofinish, come sempre a gennaio, ma l'obiettivo è quello di arrivare alla fine della sessione con una squadra almeno equivalente a quella oggi a disposizione del tecnico".

Per quanto riguarda le situazioni di Quagliarella e Ihattaren, quest'ultimo uscito in modo polemico?
"A Fabio ho parlato e l'ho trovato tranquillo e sereno, quello che gli manca è fare gol, spero che riesca a farlo al più presto. Ihattaren dice di essere stato abbandonato a se stesso ma conoscendo le persone che lavorano qui non credo che sia andata così. Sulla questione stipendi posso dire che la società ha fatto un ricorso e gli avvocati del giocatore hanno chiesto il ritiro del ricorso sulla base della rinuncia agli stipendi, quindi nessuna mancanza da parte della Sampdoria".

Molti pensano che tra i decisori della tua nomina ci sia stato anche Edoardo Garrone.
"Io ho parlato solo col dottor Vidal. Non so con chi il dottor Vidal abbia parlato, con chi si sia confrontato, su questo non so cosa dire".

Hai una dedica in particolare per questo tuo particolare momento?
"Penso ad alcune persone. Mio padre è mancato l'anno scorso ed è lui che mi ha insegnato la sampdorianità e mi sarebbe piaciuto che mi avesse visto. Purtroppo non è così ma sono sicuro che da lassù sarà contento. Poi sono al posto di grandi presidenti, che hanno fatto grande la società: ecco, spero di essere minimamente all'altezza dei personaggi della storia della Sampdoria".