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Sul marocchino potrebbe aprirsi un'asta ma la società aspetta l'evoluzione delle trattative di cessione
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Emarginato da Dejan Stankovic nella Sampdoria, Abdelhamid Sabiri si sta prendendo la rivincita al Mondiale in Qatar con il Marocco, approdato ai quarti di finale dopo avere battuto la Spagna ai calci di rigore, il primo dei quali trasformato proprio dallo scostante fantasista blucerchiato.

In precedenza Sabiri aveva segnato anche al Belgio su punizione, ma la Fifa gli aveva poi revocato questa soddisfazione attribuendo la rete ad una deviazione di Roman Saiss.  Poco importa, resta il fatto che il valore del calciatore, prelevato lo scorso gennaio dall’Ascoli per appena un milione di euro, sta lievitando sino a raggiungere la doppia cifra.

Almeno così spera la Samp, che lo ha messo sul mercato per un costo non inferiore ai dieci milioni. Sinora l’unico club ad avvicinarsi tangibilmente al tedesco-marocchino in realtà è stata la Fiorentina, che ha mandato il suo osservatore Burdisso a Doha proprio per seguire da vicino Sabiri. Ma la Viola sul piatto della bilancia avrebbe messo cinque milioni oppure uno scambio con il centrocampista polacco Zurkowski.

La Sampdoria aspetta, per almeno due ragioni. La prima è legata al fatto che attorno a Sabiri, specie se dovesse fare bene nel quarto di finale al Mondiale contro il Portogallo della nuova stella Gonzalo Ramos, potrebbe anche accendersi una mini asta. La seconda che il 14 dicembre la Sampdoria potrebbe teoricamente anche cambiare di proprietà, anzi, dalle ultime indiscrezioni sembra che un Fondo, forse Merlyn Partners di Alessandro Barnaba, abbia sprintato e garantito un aumento di capitale da 25 milioni con il supporto degli ex azionisti della famiglia Garrone.

La situazione è fluida, intanto i marocchini di Genova ieri sera hanno inneggiato in piazza De Ferrari alla loro nazionale e ad Abdhelamid Sabiri, capace in campo di accendere la luce, anche se ancora ad intermittenza.