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Politica

Sono diverse le partite aperte, tra le difficoltà del trasporto pubblico e la crisi di Amiu, fino ad arrivare alla mobilità in Valbisagno
5 minuti e 22 secondi di lettura
di Giorgia Fabiocchi
La sede del Comune di Genova, palazzo Tursi

Dopo due anni di campagne elettorali e di ribaltamenti di fronte (si è votato per Regione e Comune nel 2024 e nel 2025 ndr), il 2026 sarà un anno di sfide, ma non nelle urne. A livello nazionale lo scontro si accenderà soprattutto intorno al referendum sulla giustizia (si vota il 22 e 23 marzo ndr), tra fautori e detrattori, che sarà un antipasto delle Politiche 2027, tra centrodestra e centrosinistra. Tutto ciò per quanto riguarda la politica romana, sul fronte locale invece ci sono partite decisive per il futuro di Genova.

Sondaggio Primocanale/Tecné su Amt: ecco cosa ne pensano i genovesi

Il buco di Amt e la necessità di incrementare le corse

Il trasporto pubblico locale è al centro del dibattito, con la crisi di Amt che imperversa, dopo il ribaltamento dei vertici. Prima della fine dell'anno è stato approvato un piano di risanamento che ha accolto integralmente le misure cautelari e protettive richieste dall'azienda. Il decreto concede ad Amt una protezione temporanea dai creditori, sospendendo per 120 giorni – prorogabili per ulteriori 120 – qualsiasi pronuncia di liquidazione giudiziale (l'ex fallimento) e le azioni esecutive individuali. Si tratta di uno "scudo" essenziale per consentire all'azienda di proseguire le trattative con i creditori e tentare un risanamento senza il rischio di procedure immediate. Parallelamente però, c'è stato un taglio significativo delle corse, con difficoltà maggiori soprattutto nelle zone collinari. Nel frattempo un sondaggio di Primocanale, commissionato a Tecné, ha messo in evidenza l'opinione dei genovesi sul buco di bilancio della partecipata. Secondo il 58% degli intervistati "è reale ed è effettivamente disastroso", mentre per il 31% "i numeri delle perdite sono esagerati per giustificare aumenti delle tasse e attacchi alla precedente amministrazione". L'azienda e il Comune, insieme ai sindacati, sono chiamati a far ripartire Amt, non solo dal punto di vista economico ma anche gestionale, con le difficoltà oggettive ed evidenti, che ricadono quotidianamente sui cittadini. Il primo intervento sarà quello legato all'aumento delle corse, in netto calo rispetto alla necessità degli utenti. Si dovrà ripartire dalle assunzioni, come già confermato dopo diversi incontri tra Comune, sindacati e azienda.

Termovalorizzatore, c'è lo stop di Avs: "Non lo appoggeremo mai"

Il termovalorizzatore si farà o no?

Dalla situazione di Amt a quella di Amiu, con i cambiamenti nel nuovo cda, relativamente alla necessità di risolvere il problema impiantistico per la gestione. L'azienda, insieme a Palazzo Tursi, dovrà intervenire per evitare il "caos spazzatura", anche per lavorare alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Sullo sfondo, ma in primo piano (ossimori a parte), la realizzazione del termovalorizzatore. Il comune di Genova ha chiesto tempo a Regione Liguria per l'avviso esplorativo finalizzato alla ricerca di operatori interessati alla realizzazione e alla gestione di un impianto terminale per la gestione dei rifiuti. Tra le ipotesi la realizzazione di un termovalorizzatore a Scarpino. Non è escluso nemmeno il polo della Val Bormida. Politicamente si tratterà di una bella patata bollente per la sindaca di Genova Silvia Salis, che si trova a fronteggiare i "no" tranchant di una buona parte dei partiti del campo progressista. Non ci sarebbe, al momento, nessun margine di trattativa per Avs e Movimento Cinque Stelle, scettici alcuni esponenti della list civica Silvia Salis Sindaca e del Partito Democratico, spaccato in due tra favorevoli e contrari. Numeri alla mano, per Salis se si andasse alla conta non sarebbe semplice poter confidare sull'appoggio della sua maggioranza, considerando la posizione netta di alcuni partiti. Il centrodestra invece avrebbe già ribadito, in più circostanze, di assicurare alla giunta i voti mancanti per consentire la realizzazione del termovalorizzatore. Sul progetto Salis ha preso tempo, nonostante non abbia mai negato l'intenzione di non escluderlo a priori. "Come già ribadito, ogni scelto sul futuro impiantistico sarà assunta da Amiu e dai suoi soci solo a valle dei risultati dello studio commissionato a Ramboll, che servirà a delineare in modo chiaro gli effetti sulla Tari con quattro scenari possibili per il territorio comunale: l'attuale assetto, la realizzazione del solo termovalorizzatore, la realizzazione dei soli impianti intermedi oppure la realizzazione congiunta del termovalorizzatore e degli impianti intermedi" commentava qualche giorno fa la sindaca di Genova Silvia Salis.

Skymetro cancellato: il Comune dovrà restituire 32 milioni di euro allo Stato

La mobilità in Valbisagno 

Non solo Amt e Amiu, tra le partite aperte e spinose, vi è certamente quella relativa alla mobilità in Valbisagno, dopo lo stop allo Skymetro, già annunciato in campagna elettorale dalla coalizione progressista. Per trovare soluzioni differenti il Comune ha affidato al Politecnico di Milano uno studio alternativo che dovrà presentare un progetto nuovo. La data di "scadenza" è prevista per il 30 gennaio 2026. La ricerca verterà su un'apposita determina dirigenziale e si baserà sui dati raccolti nell'ambito del progetto 'Movyon'. L'obiettivo dell'amministrazione è partecipare al prossimo bando nazionale sul fronte del trasporto pubblico, finanziato dal fondo dove sono confluite le risorse destinati inizialmente allo skymetro. E se il trasporto pubblico sta attraversando un periodo complicato, quello della Valbisagno necessita di un'ulteriore attenzione per un problema annoso e al momento non risolvibile. Palazzo Tursi sarà chiamata quindi a presentare un'alternativa che consenta di migliorare, in tempi celeri, gli spostamenti di una fetta consistente di cittadini genovesi. 

Il futuro dello stadio: riqualificazione sì o no?

Il futuro dello stadio Luigi Ferraris continua a catalizzare l'attenzione non solo degli sportivi, ma dell'intera città. A Genova si apre una fase decisiva: il Comune dovrà accelerare per provare a chiudere l'accordo sul progetto di restyling dell'impianto, che dovrebbe essere gestito congiuntamente da Genoa e Sampdoria. L'obiettivo condiviso è chiaro: modernizzare il "tempio" del calcio genovese prima del 2030, mantenendo la proprietà pubblica dello stadio anche se le incognite sono tante. Nel dibattito istituzionale si è inserito anche il presidente di Regione Liguria, Marco Bucci, che nelle scorse ore ha manifestato la disponibilità dell'ente regionale a collaborare. "L'offerta per mettere a posto lo stadio c’è, dipenderà dall'amministrazione comunale se farla o no – ha dichiarato Marco Bucci –. Ho sentito che ci sono discrepanze sui numeri, ma bisogna capire come si va avanti: noi ci siamo e siamo pronti a sederci al tavolo per collaborare". Parole che confermano l'interesse della Regione a sostenere un progetto ritenuto centrale non solo dal punto di vista sportivo, ma anche urbano ed economico. Resta però un nodo cruciale: il piano economico-finanziario. L'attuale impostazione prevede un contributo di 26,6 milioni di euro da parte del Comune di Genova in cambio di una concessione di 99 anni. Un equilibrio che, alla luce delle divergenze emerse sui numeri, appare destinato a essere rinegoziato. La trattativa si annuncia complessa e vedere Genova tra le città scelte per gli Europei del 2032 diventa sempre più complicato.

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